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RETROSCENA/ Mineo: Renzi vuole intervenire in Libia, la sinistra cosa dice?

Pubblicazione:venerdì 11 dicembre 2015

Corradino Mineo (Infophoto) Corradino Mineo (Infophoto)

“La sinistra non rinascerà né dalle prossime amministrative né dal cambio di alleanze proposto da Vendola e Pisapia. I veri temi di sinistra sono Libia e ceto medio, se non si riparte da qui tutto il resto è politica politichese”. Lo evidenzia Corradino Mineo, senatore del Gruppo Misto dopo avere lasciato il Pd in polemica con Matteo Renzi. Giovedì sul tema è intervenuto anche Nichi Vendola, che ha sottolineato riferendosi al premier: “Allearsi con lui oggi sarebbe eutanasia”. Quindi ha aggiunto: “Pisapia scenda in campo a Milano come Sel fece con lui”. Pisapia nei giorni scorsi aveva firmato una lettera in cui proponeva un’alleanza Pd-Sel anziché Pd-centristi.

 

Senatore Mineo, sulla questione delle alleanze lei è d’accordo con Vendola o con Pisapia?

Il dato politico di cui dovrebbero tenere conto Vendola e Pisapia è che la battaglia che c’è stata negli ultimi anni si è conclusa con una vittoria netta di Renzi. Nel momento in cui la minoranza interna al Pd ha votato la riforma costituzionale, il premier non ha più avuto avversari politici. Ritiene quindi di potere affrettare le prossime fasi, prima con le elezioni amministrative e poi con il referendum confermativo delle riforme, attestandosi su posizioni di forza. Le tante anime della sinistra che si sono contrapposte alla leadership di Renzi e non hanno accettato di rientrare nei ranghi si trovano oggettivamente accerchiate.

 

Rivolgendosi a Pisapia, Vendola ha detto: “Scenda in campo a Milano come Sel ha fatto con lui”. Che cosa ne pensa di questo appello?

Mi sembra abbastanza naturale che si riproponga una politica di centrosinistra. Se la guardiamo al di fuori delle piccole tattiche politiche, quella proveniente dai tre sindaci è una richiesta molto critica nei confronti di Renzi. E’ quest’ultimo che finora ha reso impossibile l’unità del centrosinistra, attuando politiche apertamente di destra. La lettera dei tre sindaci apre al Congresso del Pd, ponendo il problema che non si possa continuare con una politica di destra perché l’elettorato del Pd e della sinistra tende a scomparire.

 

Ma la sinistra si può alleare con Renzi?

La vera questione è se la sinistra si possa alleare con chi sostiene il Jobs Act, la riforma della scuola, la riduzione della democrazia alla sola elezione del premier, del governatore e del sindaco. E’ molto difficile che un uomo di sinistra si possa sentire a suo agio con queste posizioni. Se Renzi vuole ricostituire uno schieramento ampio deve mettere molta acqua nella “terza via” del suo decisionismo centrista. Renzi ha semplificato la democrazia imponendole una svolta sostanzialmente dirigista e cambiando di fatto la forma di governo. Ha approvato la riforma della scuola, con tutti i danni che ciò ha provocato. La sua non è una politica di sinistra: per comprenderlo basta metterla a confronto con quella del leader laburista inglese, Jeremy Corbyn.

 

A questo punto che cosa si aspetta?

La vera questione è se Renzi per recuperare la sinistra cambierà linea prima del Congresso. Come pure se la sinistra Pd, dopo avere perso la battaglia sulle riforme, alzerà il tono. Il resto è politica politichese.

 

Lei andrà alla convention che Cuperlo ha organizzato per sabato a Roma?


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COMMENTI
11/12/2015 - commento (francesco taddei)

meglio renzi che la nuova cosa rossa nostalgica di togliatti fatta da ciperlo&bersani&dalema. la difesa della nostra identità non è un tema di sinistra, preferiscono farci invadere che difendere la nostra tradizione, estranea al comunismo. chi ha voluto la guerra in libia? il comandante in capo napolitano.