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SCENARIO/ Consulta e Leopolda, due "armi" contro Renzi

Matteo Renzi Matteo Renzi

In quella di dover cercare assolutamente un rilancio, anche se la Leopolda non è stato quel rilancio che lui sperava. Quindi dovrà trovare altre formule e altre occasioni. Il premier deve dimostrare davvero che l’Italia sta uscendo dal tunnel della crisi, anche se questo non è semplicissimo da fare. Il messaggio che deve passare è che l’azione del governo sta producendo veri frutti.

 

Che l’Italia esca dalla crisi è responsabilità solo di Renzi?

Renzi è a Palazzo Chigi da quasi due anni. E’ un tempo più che congruo per cambiare le cose e superare l’inerzia. Se doveva esserci l’inversione di tendenza, avrebbero dovuto sentirsene più chiaramente i segnali e i benefici. Il premier ne diventa quindi responsabile. Più volte ha annunciato che eravamo fuori dalla crisi, mentre se lo siamo, lo siamo in modo estremamente timido e ancora da consolidare. D’altronde c’è stato anche un balletto di cifre sulle stime di crescita del Pil, e alla fine l’entusiasmo è stato ridimensionato. L’Italia non è più in crisi ma sta facendo molta fatica a ripartire.

 

Andiamo verso le amministrative in primavera e il referendum costituzionale in ottobre. Lei quale scenario vede?

Sulle amministrative si faranno le prove generali delle alleanze e degli equilibri per le elezioni politiche prossime venture, in quanto si svolgeranno con un sistema tutto sommato abbastanza simile. Si voterà cioè con il doppio turno, e quindi per Renzi sarà un bel test di selezione della classe dirigente. Dovrà infatti cercare soluzioni credibili nelle varie città, e l’operazione è abbastanza difficile. Lo è però anche per il centrodestra e per i 5 Stelle. L’M5s deve essere credibile nelle grandi città, cosa che finora non si è verificata, tanto è vero che i risultati alle amministrative sono sempre stati più bassi rispetto alle politiche.

 

Ieri in parlamento è arrivata l’ennesima fumata nera sui giudici costituzionali. Quanto è grave questa situazione?

Sì aggrava di giorno in giorno. Oggi siamo alla trentesima fumata nera, e il parlamento fatica a decidere qualsiasi cosa. Certo pesa molto il comportamento dell’M5s, ma quello che è in atto è una perdita di credibilità: di fatto il Parlamento è paralizzato dai veti incrociati.

 

(Pietro Vernizzi)

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