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PATTO RENZI-M5S/ La prima "prova" del conflitto di interessi

Per PEPPINO CALDAROLA, è possibile un accordo di brevissimo momento, sulla Consulta, ma nulla di più: posto che l’M5s abbia un programma, questo diverge totalmente da quello del Pd

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Matteo Renzi dice sì a un accordo con l’M5s sui giudici costituzionali, escludendo invece Forza Italia. Una scelta causata anche dal comportamento in aula del capogruppo azzurro, Renato Brunetta. Il Pd ha proposto ai Cinque Stelle di votare insieme i giuristi Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti. Forza Italia ha replicato decidendo di non partecipare al voto di mercoledì sera. Intervenendo alla presentazione del libro di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi ha detto: “Questo premier estende i suoi interventi ovunque e pone i suoi uomini dovunque, mentre noi lasciavamo sempre una percentuale di nomine alle opposizioni”. Abbiamo chiesto un commento a Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità ed ex parlamentare dei Ds.

Quella di Renzi è una rivalsa o la scelta di una nuova strategia?

Si tratta di un atteggiamento di rivalsa che ha due spiegazioni. Una è la polemica con l’atteggiamento di Forza Italia sul ministro Boschi e in particolare con le parole di Brunetta. L’altra riguarda il fatto che Forza Italia sta regolarmente impallinando i suoi stessi candidati. Come si è visto, sono prevalentemente i candidati forzisti che non ce la fanno. Pur di sbloccare la vicenda della Corte costituzionale, Renzi immagina che la soluzione sia il patto con l’M5s, anche per il gradimento che Augusto Barbera gode tra i grillini. Non ci vedo però nulla di strategico per il futuro.

Solo mercoledì l’M5s ha accusato Renzi di essere un abusivo. Che senso ha questo accordo?

Personalmente sono contrario a un accordo con l’M5s. Lo sostenni anche quando Bersani lo perseguiva con angelica innocenza. E’ difficile fare accordi con chi ti addita al popolo come un usurpatore. Capisco la ragione politico-tattica, in base a cui si può anche fare un accordo di brevissimo momento. E’ viceversa inconcepibile una cosa di medio-lungo periodo. Posto che l’M5s abbia un programma, questo diverge totalmente da quello del Pd. I Cinque Stelle del resto non vogliono governare con altri. Non dico che aspirino alla presa del potere totale, che non avranno mai, ma non vogliono comunque farsi imbrigliare in atteggiamenti di governo prima delle elezioni politiche. Si può fare l’accordo per la Consulta, ma tutto finisce qui.

Bersani ha applaudito all’accordo con l’M5s. E’ ancora convinto che sia una costola della sinistra?

Ci sono parti importanti del Pd, tra cui Bersani, che ritengono che l’M5s sia fondamentalmente un movimento di ribellione che porta l’imprinting della sinistra, e che quindi convenga inseguirlo perché alla fine sarà costretto all’alleanza. In realtà i Cinque Stelle sono veramente l’unico movimento che non è né di destra né di sinistra: anzi su molte tematiche sono molto più di destra persino di Salvini. Quindi io non credo possibile un’alleanza con l’M5s, perché non lo considero una costola della sinistra. Il suo elettorato inoltre non è disponibile all’accordo con una forza di sinistra.

Renzi non si era mai esposto né per Marino né per De Luca né per Crocetta. Perché di fronte alle critiche di Brunetta alla Boschi, il premier ha subito reagito?


COMMENTI
17/12/2015 - E' proprio vero (Luigi PATRINI)

Ottimo giudizio. Il conflitto d'interessi c'è però per troppi del PD che, mentre a parole se ne differenziano, non sono tuttavia capaci di dare una spallata a Renzi e alla sua banda di "amanti-del-potere-senza-progetto-politico-vero". Presto ne subiranno le conseguenze loro stessi perché le bugie hanno le gambe corte, magari "carine", ma certo corte e di strada ne hanno già fatta tanta. Forse troppa!