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SPILLO/ Nei Boschi c'è un caso Lupi. Anzi, molto peggio

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Maurizio Lupi (Infophoto)  Maurizio Lupi (Infophoto)

L'esito del voto di fiducia sul ministro Maria Elena Boschi, oggi alla Camera, è quasi scontato: favorevole alla Boschi e alla stabilità dell'esecutivo. Ma anche la risoluzione di Banca Etruria e di altri tre gruppi decisa dal governo Renzi tre settimane fa sembrava "scontata" negli sviluppi: invece sta facendo vacillare come non mai Palazzo Chigi da 18 mesi a questa parte. Lo stesso passaggio di domani — su una mozione presentata da M5s — giunge poche ore dopo il blitz Pd-M5s sull'elezione dei giudici costituzionali: su cui — al di là della retorica immediata sulla fine del Nazareno — è Renzi che è dovuto scendere a patti. E in fondo la stessa iniziativa gemella del capogruppo FI al Senato Renato Brunetta non ha l'obiettivo reale di sfiduciare il ministro in aula. L'obiettivo l'ha già raggiunto: obbligare Renzi a un diverbio parlamentare mediaticamente dannoso soprattutto per il premier.

Oggi il voto sarà preceduto da un giro d'interventi da parte dei capigruppo, microfono aperto e telecamere in azione: e difficilmente sarà un capitolo digeribile per lo story-telling renziano. In Toscana il padre del premier è stato costretto a querelare una documentatissima denuncia (politica) del capogruppo Fdi in consiglio regionale, Giovanni Donzelli, sui legami fra Tiziano Renzi e Banca Etruria. Soprattutto, difficile che domani non venga mai citato il precedente di Maurizio Lupi. 

Il ministro per le Infrastrutture fu spinto a dare le dimissioni — dietro le quinte anche per pressioni direttamente provenienti da Palazzo Chigi — senza aver ricevuto nessun avviso di garanzia, alla fine per un Rolex regalato al figlio, di cui a una classica intercettazione "non pertinente". Il caso Boschi si presenta sostanzialmente più grave: anche perché nessuna intercettazione, nessun documento interno alla banca, nessun verbale d'inchiesta è ancora intervenuto a chiarire il nocciolo della questione riguardante il presunto conflitto d'interesse del ministro Boschi.  

Quest'ultima è in possesso di azioni e/o obbligazioni subordinate di Banca Etruria? E' quindi potenzialmente oggetto di rimborsi o risarcimenti, che il governo ha ora deciso di affidare al presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone? Era o no presente al consiglio dei ministri del 22 novembre? Analogamente: quali titoli Etruria possedeva il 20 gennaio scorso, quando il Consiglio dei ministri decise la trasformazione obbligata delle Popolari in Spa, con timing controverso e rialzi anomali dei titoli in Borsa? E infine quali era la sua situazione il 10 febbraio, quando l'Etruria fu infine commissariata?

Se le risposte a queste domande sono tutte "ineccepibili", perché Boschi non le ha ancora fornite? Perché si è nascosta dietro una goffa intervista "familista" della madre al Corriere della Sera? Il senatore Pd Massimo Mucchetti — appoggiando l'ipotesi ventilata da Renzi di una commissione parlamentare d'inchiesta su banche e risparmio — ha detto di voler porre alcune di queste domande e altre al padre del ministro, Pierluigi, ex vicepresidente dell'Etruria, già oggetto di sanzioni da parte della Vigilanza Bankitalia. 


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COMMENTI
18/12/2015 - ART 47 (Massimiliano PANIZZA)

Il Caro Credit si dimentica in questa storia ...un piccolissimo articolo... o forse in molti se lo dimenticano... che è il 47 della nostra Costituzione... (quello sul risparmio) ovvero che in Italia mai e poi mai nessuno ha perso soldi in una Banca neanche quelli della famosa Banca della Lega... ma detto ciò... è che il nostro Governo è stato costretto a fare in fretta e furia tutto quello che ha fatto perchè se avesse aspettato l'Epifania ...ovvero il 2016... non avrebbe potuto salvare non solo il "bel ministro" se poi lo salva e se poi ha fatto qualcosa di male, questo lo appurerà eventualmente l'autorità giudiziaria. Ma la Vigilanza europea da cui dipendiamo... (EBA, e la BCE...) non avrebbe permesso per le regole nuove sul Bail-in. Le persone che hanno perso i soldi sono persone che hanno investito i loro risparmi in azioni e prestiti subordinati (quasi assimiliabili al capitale secondo Basilea II non Basilea III)... ma non i correntisti... con le regole sul nuovo Bail in (salvataggio) anche i correntisti avrebbero rischiato. Un ulteriore considerazione ...ma la normativa PATTI CHIARI che fine ha fatto? tutti parlano di MIFID e la mitica PATTI CHIARI? (qualche idea ce l'avrei) Un'ultima osservazione con questa operazione UBI forse si gioca il MERGER con BPM... ma il MERCATO è galantuomo... sempre e comunque... con rispetto...

 
18/12/2015 - Meglio una foto della Boschi in testa all'articolo (Giuseppe Crippa)

Non penso che Credit, ricordando il “caso Lupi” abbia reso un bel servizio all’ex ministro… per la gente che non se lo può permettere un Rolex è sempre un Rolex. Molto meglio "restare sul pezzo" e porre e ri-porre le domande alla Boschi, a partire dallo “storico“ della sua eventuale partecipazione alla compagine azionaria della Banca Etruria.