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Politica

BOSCHI & GOVERNO/ Lo strapaese dei babbi sgomitanti

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Ci sono almeno altri due atti della grande sceneggiata. C'è quello dei media. Ieri la contraddittoria Repubblicaapriva con un titolo come se qualcuno avesse vinto la guerra: "Banche, Renzi chiama Cantone". Abbiamo capito che "arrivano i nostri", come nella battaglie tra "indiani e cowboys" e che i "nuovi americani" salveranno in questo modo l'ingegner Carlo De Benedetti, abituato alle accuse "sempre infondate" di insider trading. Peccato che un articolo molto più bello e documentato di Alberto Statera, sugli intrighi di Arezzo e su Banca Etruria, sia relegato a pagina 11.

Ma "l'originalità" dei media in questa vicenda è perfettamente allineata all'altro quadro della totale ignoranza o disinformazione sul ruolo della finanza attuale. Alcune sere fa una celebre star dell'informazione televisiva sosteneva che il presidente americano Barack Obama avrebbe chiesto la separazione tra banche d'affari e banche commerciali, quindi il ripristino dello Steagall Glass Act, cancellato definitivamente dal democratico Bill Clinton, il cosiddetto "presidente dell'Ulivo mondiale" secondo un ispirato Walter Veltroni dell'epoca. Siamo curiosi di sapere di quando è e qual è esattamente la dichiarazione di Obama e perché il presidente Usa non sia riuscito nel suo intento.

Quello che più sorprende oggi è che ci sono plotoni di rappresentanti di risparmiatori, sindacalisti, giornalisti e politici di sinistra che rivendicano la separazione tra banche d'affari e commerciali. Ma tutti questi signori, dove erano negli anni Novanta? In Lapponia? Quando anche in Italia si riscopriva la "banca universale" che sarebbe capace di vendere un titolo cartolarizzato anche sulle tue scarpe? Dove erano questi signori di sinistra che applaudivano alle liberalizzazioni? In quel momento, senza neppure saperlo, si trovavano a destra di Enrico Cuccia che, pur avendo vissuto in una banca d'affari, prendeva a calci chi parlava di derivati o di altre sciocchezzuole da casinò.

Hanno capito dopo quello che è successo, dopo la crisi del 2007. Niente di male, in fondo. Umberto Terracini e Camilla Ravera, protagonisti della scissione del Pci a Livorno nel 1921, dissero nel 1969 che aveva ragione Filippo Turati. Ci vuole tempo, per alcuni, a comprendere.

Intanto che si prova di capire che cosa sono i prodotti finanziari sintetici, si legga l'editoriale del sussidiario di oggi (ieri, ndr) per comprendere quale dovrebbe essere il ruolo delle banche nella tutela del risparmio. E sperando che non ci siano altre crisi bancarie, evitiamo le solite sceneggiate. Sono noiose.

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