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SCENARIO/ Formica: il clan Renzi-Boschi è ciò che serve a Obama e Merkel

Per RINO FORMICA, il caso banche documenta la vera natura del renzismo: una piccola consorteria della provincia che, grazie a un intreccio di collegamenti, va alla conquista della Capitale

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“Il caso banche documenta la vera natura del renzismo: una piccola consorteria della provincia italiana che, grazie a un intreccio di collegamenti politici, lobbistici e massonici, va alla conquista della Capitale”. A rimarcarlo è Rino Formica, ex ministro del Lavoro e per due volte ministro delle Finanze. Venerdì il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha superato la mozione di sfiducia. In 129 hanno votato per le sue dimissioni, 373 i contrari. La Boschi ha commentato: “Se mio padre fosse stato davvero favorito sarei la prima a dimettermi. Ma sono state dette un sacco di falsità: è in corso un attacco politico contro il governo e la mia famiglia”.

 

Formica, qual è la reale posta in gioco del caso Boschi?

Non c’è dubbio che affarismo e compiacenze nella provincia italiana e toscana sono sufficientemente diffusi. Tutto si svolge attraverso amicizie, rapporti, collegamenti. Una parte del caso banche è spiegabile con l’intreccio tra funzioni pubbliche e interessi privati. La questione assume carattere importante, con una risonanza molto più diffusa, quando la provincia italiana con i suoi vizietti locali, le sue piccole miserie e la tendenza a farla franca aggirando la legge, va alla conquista del potere centrale. A quel punto esplode il caso.

 

Quindi lei vuole dire che il problema è lo stesso sia a livello locale sia a livello globale?

Naturalmente bisogna stare attenti a distinguere quanto è locale da quanto è globale. La degenerazione tipica di un avvenimento che ha la sua dimensione locale va distinta dagli effetti sistemici. Ciò che emerge al fondo è che il metodo del piccolo clan degli interessi locali sta diventando un modello a livello nazionale. Il renzismo è strapaese alla conquista di stracittà. Oggi sta quindi diventando un elemento negativo, nel senso che è la peste locale che diventa peste nazionale.

 

Oltre a essere espressione di un clan locale, Renzi ha dietro di sé anche dei poteri internazionali?

Quando un clan periferico diventa protagonista della vita nazionale, la curiosità in campo internazionale si fa intensa. Specialmente quando si tratta di nazioni chiave in aree geopolitiche importanti, come del resto è l’Italia nel Mediterraneo. Gli interessi internazionali possono guidare le debolezze nazionali quando ad assumere il potere in una nazione è un clan debole, come è strutturalmente quello di Renzi. Non c’è da meravigliarsi se i poteri internazionali finiscono per dare copertura a una struttura fragile, che può essere inglobata, guidata e predisposta a trasformarsi in un burattino.

 

Quali sono i veri agganci europei di cui gode il nostro premier?

A livello europeo Renzi non ha nessun aggancio, se non l’adesione al Partito Socialista Europeo (Pse) che è avvenuta senza alcuna discussione all’interno del Pd. E’ un aggancio che si colloca in un momento di massima debolezza del socialismo europeo, che è pieno di problemi e difficoltà. Dal Regno Unito alla Francia, a sinistra ci sono solo debolezza e lacerazione. La socialdemocrazia tedesca a sua volta viene da un lungo periodo di subalternità nei confronti della CDU-CSU.

 

Lei si aspetta che questa subalternità possa essere rovesciata?


COMMENTI
27/12/2015 - Formica: il clan Renzi-Boschi ......... (alberto servi)

Le argomentazioni di Formica, sono lo storico derivato del transito di troppi politicanti della sua generazione. Non ci hanno lasciato altro che miserie e il continuo degrado che è sotto gli occhi di tutti. Il verbo del personaggio non è diverso da quello di allora: "“Tutto si svolge attraverso amicizie, rapporti, collegamenti. Una parte del caso banche è spiegabile con l’intreccio tra funzioni pubbliche e interessi privati. La questione assume carattere importante, con una risonanza molto più diffusa, quando la provincia italiana con i suoi vizietti locali, le sue piccole miserie e la tendenza a farla franca aggirando la legge, va alla conquista del potere centrale”". E’ la risonanza di non lontane velleità di minoranze dell’ultimo quarto del secolo che abbiamo alle spalle. Non mi sembra sia cambiato molto da quando Formica dalla poltrona di ministro esordiva alla notizia dell’abbattimento dell’aereo ITAVIA nei pressi di Ustica nell’82 con la tesi della cattiva manutenzione. E’ l’annoso problema dell’italiano elettore che ancora non riconosce l’esigenza dei risultati di una scuola, una selezione e una patente per quanti aspirino a incarichi pubblici o parlamentari così come avviene in molti Paesi occidentali.