BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ITALICUM FLOP/ La lezione di Madrid fa tremare Renzi

Pubblicazione:

Mariano Rajoy (Infophoto)  Mariano Rajoy (Infophoto)

Il sistema politico italiano appare al momento tripolare, ma non può escludersi nemmeno una quarta o una quinta forza politica al di sopra del 3%. In ogni caso due delle tre forze politiche maggiori, M5s e Lega, si atteggiano a partiti antieuropei; il Pd rappresenterebbe la continuità della tradizione.

Dov'è la lezione francese e quella spagnola per l'Italia?

Nel caso francese abbiamo assistito al secondo turno all'ammucchiata delle forze repubblicane contro il Fn. Si è trattato di un accordo non istituzionalizzato e, perciò, noto, ma non trasparente. Il Fn di fatto è stato estromesso dai governi regionali, che sono andati tutti a vantaggio dell'Unione della sinistra e dell'Unione della destra.

Nel caso italiano il Pd, se non vince al primo turno, passa sicuramente al ballottaggio. Si può escludere che, in modo poco trasparente, le forze del M5s e della Lega si cumulino a vantaggio di una delle due, per battere il Pd? In fondo è anche questo lo spirito del doppio turno: permettere a forze diverse e persino contrapposte di votare l'una per l'altra, perché al primo turno si corre per sé e al secondo turno si corre contro il peggiore nemico, che nel caso italiano, per il M5s e la Lega, sarebbe proprio il Pd.

In Francia si sa chi governa, quanto meno nelle regioni, ma la politica è diventata ancora meno trasparente e la verifica della tenuta del sistema è rinviata alle prossime presidenziali.

E questa è la lezione francese.

Nel caso spagnolo abbiamo assistito, per la prima volta, al malfunzionamento di un meccanismo altamente selettivo con una distribuzione di voti tra quattro forze e senza la formazione di una maggioranza. Se la Spagna fosse la Germania, quasi sicuramente darebbe vita a una grande coalizione di popolari e socialisti, ma somiglierebbe di più al Parlamento europeo che non a quello tedesco; infatti, la somma di popolari e socialisti in Europa si è compiuta a discapito delle forze antieuropee, che continuano a crescere nei diversi Stati membri dell'Unione.

In Spagna, perciò, la grande coalizione sarebbe una soluzione, ma non del tutto conveniente per popolari e, soprattutto, per socialisti che potrebbero vedere il progresso ulteriore di Podemos e Ciudadanos. Insomma, anche in questo caso la governabilità è possibile, ma metterebbe in bilico ancora di più i partiti della tradizione politica, che potrebbero non reggere nel prossimo futuro.

La lezione spagnola finisce con il somigliare a quella francese, nonostante le diversità.

Nel caso italiano il Pd, salvo che non vinca al primo turno, superando la soglia del 40% dei voti, corre il rischio di perdere nel ballottaggio e di abbandonare molti elettori per strada che non riescono a trovare una ragione per votare al ballottaggio a suo favore, anche perché non vi sarebbe la possibilità di una coalizione di governo, né grande, né piccola. Con l'Italicum chi vince, inoltre, è troppo minoranza nel Paese per dare stabilità alle decisioni politiche ed è destinato a durare per poco tempo.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >