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LETTERA ALL'ITALIA/ Renzi attacca l'Ue per difendere lady Etruria

Pubblicazione:giovedì 24 dicembre 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La diffusione della lettera inviata della Commissione Ue al ministero dell'Economia italiano riguardo la risoluzione di Banca Etruria e di altre tre banche italiane non aggiunge nulla a quanto era già noto. Il testo originale inglese – rivelato dalla Reuters – conferma la motivazione del no di Bruxelles a Roma sull'ipotesi di utilizzo del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), in quanto ritenuto "aiuto di Stato". Ma non è questo il punto. La controversia era ben conosciuta – anche ai media – anche prima delle quattro risoluzioni decise dal governo il 22 novembre. E per gli addetti ai lavori alcuni punti erano fermi allora come lo sono oggi.

Primo: l'intervento del Fitd – in luogo di un distinto Fondo nazionale di risoluzione (Fnr), poi effettivamente attivato – non avrebbe comunque salvato i possessori di obbligazioni subordinate delle banche risolte (come purtroppo era anche il risparmiatore suicida di Civitavecchia).

Secondo: la leva-Fitd avrebbe invece reso meno oneroso il salvataggio finanziato dall'intero sistema bancario italiano. Terzo: un salvataggio via Fitd sarebbe stato altrettanto privato di quello via Fnr, al riparo di ogni sospetto di aiuto pubblico; è qui che la posizione dei due commissari Ue, la danese Margrethe Vestager alla Concorrenza e il britannico Jonathan Hill ai Servizi finanziari, è oggettivamente attaccabile. Quarto: Bruxelles avrebbe invece potuto vantare qualche ragione se avesse contestato all'Italia il virtuale prosciugamento del Fitd per sei anni (non si possono usare per salvare banche, azionisti e obbligazionisti i fondi accantonati per proteggere i depositanti).

Tuttavia, si diceva, le questioni sollevate dalla diffusione della lettera sono altre: tutt'altro che tecniche. Nel metodo il disclosing di un memorandum riservato inviato da due membri dell'esecutivo Ue a un collega ministro di un Paese-membro è un atto politicamente molto forte: sul terreno mediatico equivale alla pubblicazione di un'intercettazione secretata, ma al centro c'è una discussione "di Stato" su gravi dissesti bancari, al massimo livello istituzionale dell'Unione europea.

Non ha torto chi parla di "strappo", uno strappo tutto interno dell'architettura dello "Stato europeo". E l'Italia è un Paese fondatore della Ue e uno dei quattro più pesanti con Germania, Francia e Gran Bretagna. L'atto di ieri – attribuito da tutti gli osservatori al governo italiano – è certamente meno teatrale del referendum indetto in luglio dal governo greco sulla bozza di intesa finanziaria con la stessa Ue; ma non è meno sostanziale e imprevedibile nelle conseguenze.

Nel merito, il governo Renzi ha scelto questo canale politico-mediatico "non convenzionale" per affermare questo teorema: i dissesti bancari, le perdite dei risparmiatori e le loro rivolte, le polemiche politiche, la delegittimazione delle authority di vigilanza, i risvolti giudiziari densi di incognite e quant'altro sono in definitiva tutti legati alla Ue, ai suoi (presunti) intenti punitivi verso l'Italia, al suo esasperato rifiuto degli aiuti pubblici anti-crisi, ai più-che-sospetti di discriminazioni competitive operate dai paesi del Nord Europa verso quelli mediterranei.


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COMMENTI
24/12/2015 - La Boschi non mi convince del tutto! (orazio adolfo bacci)

Come ho detto sopra, non sono convinto del tutto, "Tanto onesta pare..." se e coinvolta o no la Boschi, mi sembra che sospettare. Anche per la Mafia, Andreotti fu assolto con "Formula Dubitativa!, quindi! Dalla faccia non si vede siamo tutti dei Giano Bifronte, c'è chi frega meno e chi di più, certi ti rubano anche l'anima! Rubare istinto primario dell'uomo più del sesso: Il Ratto delle Sabine... AUG!