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ITALICUM/ Populisti vs Ue, il nuovo scontro che rottama (anche) la legge di Renzi

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Pablo Iglesias, leader di Podemos (Infophoto)  Pablo Iglesias, leader di Podemos (Infophoto)

La Spagna del 2015 somiglia molto all'Italia 2013. Il voto spagnolo di domenica — hanno osservato molti commentatori — ha infatti fotografato la crisi dei due partiti principali dalla fine della dittatura franchista ad oggi, popolari e socialisti, facendo emergere due partiti nuovi, Ciudadanos e Podemos che, con un po' di fantasia, si potrebbero paragonare rispettivamente a Scelta civica e al Movimento 5 Stelle, le due grandi novità delle elezioni politiche italiane del 2013, perse sia da Forza Italia che dal Partito democratico. 

In entrambi i casi, insomma, uno scenario politico con quattro forze di rilievo, ma senza nessun vincitore vero e da cui non sono uscite prospettive chiare per formare maggioranza e governo. Molte vestali italiane del bipolarismo scoprono oggi il naufragio di questa formula in Spagna e, come in un gioco di specchi, cominciano a ipotizzare che stia tramontando anche in Italia. Ma, nel nostro paese, c'erano motivi per pensarlo già dopo le elezioni politiche del 2013. 

E' questo oggi il tema di cui si discute: dobbiamo considerare il bipolarismo — inteso come alternativa tra (centro)destra e (centro)sinistra — un modello sempre più impraticabile? Non sono solo i risultati elettorali italiani e spagnoli a farlo pensare, ma anche le recenti elezioni amministrative francesi — con il notevole risultato della destra lepenista — e la prolungata collaborazione di governo tra Cdu e Spd in Germania. Apparentemente in buona salute in Gran Bretagna, il bipolarismo è però qui da tempo caratterizzato da singolari "contaminazioni" tra le due principali formazioni. 

Ci sono, inoltre, motivi storici più profondi che suggeriscono questo tramonto: dietro il bipolarismo, inteso come forma di un sistema politico, c'è la crisi lenta ma irreversibile di Destra e Sinistra, che dalla Rivoluzione francese in avanti hanno costituito i tradizionali poli di riferimento intorno a cui si coagulano valori, orientamenti, progetti alternativi tra loro e intorno a cui si struttura l'intero sistema politico. L'assalto dei "populismi" — che non a caso vengono collocati, trasversalmente, tanto a destra quanto a sinistra — è l'altra faccia di questo tramonto, che non riguarda solo le culture politiche stratificate nel tempo intorno a questi due poli: investono anche lo spazio politico da questi strutturato. Destra e Sinistra, com' è noto, sono termini adottati inizialmente per definire i diversi gruppi politici in base alla loro collocazione nei parlamenti nazionali. E il loro declino corrisponde al declino di una politica concepita e praticata in termini esclusivamente nazionali: i populismi, non a caso, si caratterizzano soprattutto per la loro vis polemica verso le istituzioni europee.

Questa crisi ha investito anche il Centro, tradizionalmente occupato da forze di ispirazione cristiana. Nelle sue espressioni più significative, il Centro non ha rappresentato una posizione residuale, intermedia, meramente compromissoria rispetto a Destra e Sinistra, diversamente da quanto i suoi avversari hanno spesso sostenuto. 


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COMMENTI
30/12/2015 - Italicum (Luciano Vignati)

Il tipo di sistema elettorale proposto da Renzi e avvallato da Berlusconi nel famoso patto del Nazareno è un'autentica porcata fatta per perpetuare il bipolarismo di due fazioni che l'una (forza italia) serve a Berlusconi per proteggere i propri interessi commerciali, l'altra (ala renziana del partito democratico e i suoi cespuglietti di centro) serve agli squali di confindustria e della finanza italiana a sostenere il piccolo, picaro sbruffone (Renzi) che tenta di conservare il potere con le bugie e la propaganda. Spero che dalle esperienze attuali gli italiani con le menti deboli, finalmente si sveglieranno e cominceranno a capire che i nemici dei lavoratori e i produttori di reddito e del PIL (quelli veri, non i dipendenti pubblici) si annidano in parte uguali sia nella destra che nella sinistra-centro che adora i privilegi, i vitalizi, i rimborsi elettorali, e le indennità di funzione, cioè parassiti. Ovviamente gli imbonitori si servono dei dibattiti televisivi, e dei grandi giornali foraggiati abbondantemente dal governo.

 
26/12/2015 - commento (francesco taddei)

chi parla tanto contro i populismi e dell'europa bene assoluto ha radicata la vecchia concezione del politico che deve educare il popolo e che stare in mezzo alla gente è un abbassarsi troppo! basta con le coalizioni spartitorta. l'italicum terrà e avremo un partito al potere. sarà più facile per noi plebei scegliere.