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SCENARIO/ Renzi ha perso 2-1 la partita più importante

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Sergio Mattarella (Infophoto)  Sergio Mattarella (Infophoto)

La vicenda Boschi-Etruria sta facendo emergere i punti di forza e di debolezza di Renzi: brillante sul piano politico e mediatico; impacciato sul piano istituzionale; sempre più a rischio sulla scena europea.

Di fronte allo scandalo Renzi ha cioè reagito come il Gladiatore di Russell Crowe: ha "scatenato l'inferno". Per mettere al riparo il governo lo ha però messo in conflitto con i diversi livelli istituzionali, sia nazionali sia internazionali, tanto che per la prima volta Mattarella è sceso in campo con il fischietto.

Dal punto di vista parlamentare comunque il nostro premier finora si è mosso con successo. La Boschi ha dominato l'aula di Montecitorio (con il M5s in religioso silenzio) e la vicenda della Banca Etruria sembra destinata a essere ridimensionata se non a scomparire in una commissione d'inchiesta che nella proposta del Pd riguarda addirittura l'intero sistema bancario dal 2000 a oggi (e che quindi si protrarrà nella prossima legislatura). Inoltre giocando la carta di Cantone ancora una volta il premier riesce a usare l'Anticorruzione come una sorta di agenzia di rating che rassicura l'elettorato sulle azioni del governo.

Sul piano dei rapporti istituzionali però Renzi, nella fretta di rompere l'accerchiamento e di additare all'opinione pubblica altre responsabilità, ha fatto — a partire dalla Consob — una tale ammucchiata da additare alla gogna dei risparmiatori, che ha compromesso — se non rotto persino a livello personale — i rapporti tra Palazzo Chigi e la Banca d'Italia. La reazione degli interessati nei confronti del governo non ha trovato le porte del Quirinale chiuse. Il presidente della Repubblica ha ricevuto i vertici degli istituti attaccati da Renzi e ha denunciato e condannato "competizione, sovrapposizione di ruoli se non addirittura conflitto". Il fatto che Mattarella abbia poi dovuto usare il cerimoniale per costringere Cantone e Visco a sedersi uno accanto all'altro e cominciare a parlarsi evidenzia che sul piano dei rapporti istituzionali Palazzo Chigi ha perso il controllo e il Quirinale ha prontamente assunto un ruolo di supplenza. A loro volta gli ispettori della Banca d'Italia sfornano relazioni sulle banche salvate dal governo — e in particolare sull'Etruria e su papà Boschi — non precisamente favorevoli a una rapida archiviazione da parte della magistratura. 

Ma il fronte più pericoloso è quello con l'Unione Europea: stiamo correndo il rischio di finire tra i paesi della "serie B". Cercando di mettere anche l'Ue alla gogna dei risparmiatori, il governo italiano ha infatti perso quota a Bruxelles. Nessun partner è solidale con noi nell'Ue e in una settimana la commissione Juncker ci ha aperto un fronte dietro l'altro: le procedure di infrazione si moltiplicano e la nostra legge di stabilità è sempre più a rischio. L'Italia nell'Ue è oggi completamente isolata e sotto accusa. 



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COMMENTI
30/12/2015 - Banche (Luciano Vignati)

I risparmiatori truffati delle banche popolari toscane, emiliane, umbre e marchigiane mi fanno pena perché nei loro confronti si è perpetuato il credo della sinistra italiana, cioè che il popolo bue serve per avere voti alle elezioni (qualsiasi) e dopo merita di essere sottomesso agli interessi dei poteri forti e ai conflitti di interessi che la maggior parte degli esponenti del PD hanno con l'alta finanza, da qui la celebre frase "ABBIAMO UNA BANCA". Dopo tanto cinismo e menefreghismo mi viene da pensare che ognuno ha ciò che si merita e loro si meritano Renzi e i suoi compari di merende. Ovviamente la commissione d'inchiesta manderà tutto in vacca e non ci saranno colpevoli.

 
28/12/2015 - Banche (Pierluigi Assogna)

Non c'è problema. L'italica socializzazione delle perdite di chiunque, nessuno escluso, tornerà a trionfare.

 
28/12/2015 - commento (francesco taddei)

sia renzi che mattarella difendono i colpevoli. in europa altro che serie b, siamo già retrocessi. meno vanterie e più risultati.