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Politica

DISCORSO DI FINE ANNO/ Il piano disperato di Renzi per votare nel 2017

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

L'alternativa sarebbe reintrodurre la coalizione, ma per allearsi con una componente centrista che non porta nulla e che anzi rischia di alienargli una parte, assai più consistente, di simpatie dell'elettorato renziano, di sinistra ma non solo? No. Renzi punta a vincere le politiche al primo turno, sull'onda di un grande successo al referendum. Infatti ha tutte le ragioni per essere preoccupato di un eventuale secondo turno.

Se le cose vanno in questo modo…
Se le cose vanno così è Renzi a vincere, nemmeno più il Pd, e a quel punto il partito di Renzi rottama anche il partito della nazione.

E se invece Renzi perde al referendum?
Se dovesse accadere, anche sei io credo che sia molto difficile, allora tutto il castello viene giù e la rinuncia di Renzi è nelle cose.

Veniamo alla politica estera. Lei ha scritto che Renzi sta costruendo per l'Italia un ruolo molto più attivo nel Mediterraneo, e l'agenda del premier lo conferma. L'altro nodo è l'Europa. 
Le due cose si tengono. Il Mediterraneo — e non il Medio oriente — è l'ambito nel quale Renzi vede possibile un ruolo per sé e per l'Italia. E lo sta costruendo, anche perché gli Stati Uniti lo vogliono e fanno sponda alla sua iniziativa. Questo gli dà credibilità e gli permette di giocare le sue carte sul terreno europeo, dove invece è assai più in difficoltà, perché non ha la forza politica di rompere la gabbia dell'austerità.

Come le sembra che Renzi stia gestendo il caso banche?
Ha ascoltato Mattarella ed è diventato molto più prudente, attento a sottolineare la stabilità complessiva del sistema bancario italiano e a circoscrivere la vicenda Etruria facendone un incidente di percorso e puntando sulla garanzia dei risarcimenti con l'arbitrato. All'inizio aveva fatto l'opposto, criticando la Banca d'Italia e ipotizzando una commissione di inchiesta che non a caso è morta sul nascere. Scelte destabilizzanti e per questo controproducenti.

Gli costerà in termini di consenso? 
E' inevitabile, e qualche prezzo Renzi lo ha già pagato, io credo. Governare in questo contesto, con l'economia stagnante, non è una situazione fatta per avere consenso; ecco perché punta sul referendum, perché è un terreno dove o la va o la spacca, ma dove la scommessa vale la posta. Se gli va bene, può annettersi una maggioranza consistente di italiani e rilanciare la sua narrazione ottimistica. In perfetto stile De Gaulle, che usava i referendum per entrare in sintonia con i francesi scavalcando la politica.

(Federico Ferraù)

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