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CAOS M5S/ Rizzetto (ex grillno): Casaleggio ha licenziato anche Beppe Grillo

Pubblicazione:giovedì 31 dicembre 2015

Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo

Nel senso che Grillo ricomincerà giustamente a fare gli spettacoli in giro per l’Italia, perché è un artista. Il suo ruolo di ariete mediatico dei Cinque Stelle ormai si è esaurito. Io stesso ho parlato più volte con Grillo, quando facevo ancora parte dell’M5s, e mi ha descritto Gianroberto Casaleggio come “un mero fornitore di un servizio”. Oggi però sono cambiate molte cose. Oramai il partito è strutturato e c’è un vertice rappresentato da Casaleggio e dalla cerchia di persone che seguono la sua linea.

 

Chi rappresenta Casaleggio?

Questo non lo so, del resto almeno il 95% dei parlamentari dell’M5s non ha mai visto Casaleggio. Quella che lei mi fa è una domanda che dovrebbero porsi gli attivisti e l’elettorato dell’M5s. Fino a un anno fa Casaleggio era solo quello che gestiva il software del blog di Grillo. Da lì è diventato co-leader, co-fondatore, e penso che ormai sia la persona che gestisce in toto l’M5s, mentre Grillo è escluso dalla stanza dei bottoni.

 

Quale ruolo hanno invece Di Maio e Di Battista?

Di Maio e Di Battista sono due bravi ragazzi e due egregi parlamentari. Da un punto di vista mediatico sono più abili di altri, e del resto l’aspetto mediatico all’interno dell’M5s è molto importante. Di Maio in particolare esercita un ruolo in termini di leadership per quanto riguarda il gruppo parlamentare e i territori. Di Maio e Di Battista sono inoltre a stretto contatto con la Casaleggio srl, e prendono le decisioni politiche di comune accordo con quest’ultima. E’ un “quadrato magico” tra Milano e Roma, con una spiccata diarchia Casaleggio-Di Maio, e poi parte del gruppo va dietro a queste scelte.

 

Anche a Bologna ci sono state polemiche tra gli attivisti dell’M5s. Lei come legge quanto sta accadendo?

Lo leggo nell’ottica della trasformazione da movimento a partito. Nel nome calato dall’alto di Massimo Bugani non vedo nessun tipo di differenza rispetto a leggi elettorali come Porcellum e Italicum che l’M5s ha aspramente contestato. Non sono state fatte le primarie, molti elettori si sono arrabbiati, eppure chi le ha chieste è stato espulso. Queste però non erano le premesse iniziali quando nacque l’M5s.

 

(Pietro Vernizzi)



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