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Politica

DISCORSO DI FINE ANNO/ Il messaggio di Mattarella a Renzi

Sergio Mattarella (Infophoto)Sergio Mattarella (Infophoto)

Se c’è una leadership forte, espressa da una maggioranza solida e con un presidente del Consiglio saldamente al potere, la presidenza della Repubblica, al di là delle caratteristiche dei vari presidenti che si sono via via succeduti, si limiterà a un ruolo notarile. In momenti di crisi politica prolungata si esalta il ruolo di garante e al limite anche di supplente da parte del presidente della Repubblica. Ma finché governo e maggioranza fanno la loro parte, il Quirinale rientra nei limiti più stretti del suo mandato. E’ la stessa Costituzione del resto che prevede che il presidente della Repubblica abbia questo ruolo variabile a seconda delle situazioni.

 

Quale ruolo gioca in questo senso il carattere di Mattarella?

Nessuno può immaginare che di suo Mattarella intenda avere un ruolo invasivo. E’ la fermezza e la discrezione politica fatta persona, quindi nella sua personalità tutto c’è tranne che la tendenza a debordare. Diverso è il caso in cui sia la situazione a costringerlo ad assumere un ruolo di primo piano.

 

Dopo un primo anno da “osservatore”, il secondo anno di Mattarella potrebbe comunque segnare la svolta?

Tutto può essere, ma non ho alcun elemento per sostenerlo. Molto dipende da come si determinerà la situazione nel corso del prossimo anno. E’ chiaro che se la maggioranza che appoggia il governo Renzi entrasse in uno stato di forte fibrillazione, Mattarella sarebbe quasi tenuto a esercitare il suo ruolo con più visibilità e a occupare il centro della scena. Sarebbe però una conseguenza del variare della situazione politica. Escluderei invece che per un anno Mattarella si guardi intorno come i calciatori nei primi minuti delle partite.

 

Al di là dei modi discreti, Mattarella condivide i contenuti dell’azione di governo di Renzi?

La storia politica e intellettuale di Mattarella è nota. Non è certo la storia di un innovatore radicale del sistema politico e istituzionale. Pur senza il carattere della radicalità, si è però sempre mosso come un riformatore e non come un conservatore. Da questo punto di vista per esempio Mattarella è ben diverso da Oscar Luigi Scalfaro. Non so se in cuor suo batta le mani all’Italicum e all’abolizione del Senato, ma di fronte a queste riforme non ha assunto nemmeno un atteggiamento totalmente contrario. La sua preoccupazione è che non si apra un vulnus istituzionale, e del resto in un sistema che non è presidenziale non potrebbe fare di più.

 

(Pietro Vernizzi)

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