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SCENARIO/ Formica: l'ingordigia di Renzi può costare una crisi di governo

Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto) Il Quirinale visto dalla Consulta (Infophoto)

Non li definirei contigui, ma sono comunque persone non disponibili a una lotta politica. A spaventarmi non è l’arrivo di Calabresi, ma il modo in cui è stato domato perfino Eugenio Scalfari, in particolare per le giustificazioni che quest’ultimo ha fornito sulla sua acquiescenza e sulla scelta di non abbandonare Repubblica.

 

Secondo lei Renzi su che cosa rischia di più? Sulla politica internazionale, economica o all’interno del parlamento?

Sono tutti fronti rispetto a cui una qualsiasi circostanza eccezionale può mettere in crisi il governo. La parte più preparata alla sostituzione di Renzi è comunque il mondo politico cattolico, che ha bisogno del pluralismo e della molteplicità delle voci come dell’ossigeno. Nell’ultimo scrutinio sui giudici costituzionali non è casuale che l’area più combattiva e più ribelle, che ha veramente messo in crisi il disegno di Renzi, non siano stati i Cinque Stelle, quanto i 100 parlamentari che hanno votato per Gaetano Piepoli. Il deputato centrista di Per l’Italia è espressione del cattolicesimo democratico.

 

Il cattolicesimo democratico come si situa rispetto agli attuali partiti?

Tra i compiti del mondo cattolico in Italia c’è quello di garantire che la Chiesa in Italia abbia un interlocutore politico che sia tollerante e aperto rispetto alla pluralità delle voci. Questo è ancora più importante oggi rispetto al passato, quando la maggioranza del Paese era composta da cattolici. Ma anche in passato in cattolici hanno esercitato questo ruolo.

 

A che cosa si riferisce?

Non è un caso che il 25 luglio 1943 cadde il governo Mussolini, e quello stesso giorno fu stilato il manifesto di Camaldoli. Nell’agosto ’43 l’Azione Cattolica andò da Badoglio e offrì la sostituzione del personale dirigente fascista della pubblica amministrazione con quello cattolico. Poi non se ne fece nulla perché a settembre l’Italia si spaccò in due, ma resta il dato di fatto: la Chiesa era già pronta a fornire alla società italiana il personale di direzione politico-amministrativo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/12/2015 - Vasto programma? (Carlo Cerofolini)

Dopo lo scandalo dei religiosi cattolici pedofili e di Vatileaks 1 e 2, con ciò che emerge dai libri “Via Crucis” e “Avarizia” di Nuzzi e Fittipaldi, siamo poi così sicuri che il mondo cattolico - che fa riferimento a questa Chiesa - sia in grado di governare adeguatamente l’Italia? Non è che sia un vasto programma?