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SCENARIO/ Ue, i numeri (e i piani?) "da brividi" sull'immigrazione

Pubblicazione:domenica 6 dicembre 2015

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Considerazioni analoghe sono venute anche dagli altri relatori e una delle parole più utilizzate è stata la parola "emergenza". La stessa parola è stata spesso usata dal moderatore, Stefano Polli, vicedirettore dell'agenzia giornalistica Ansa. Alla fine Polli ha dato la parola all'onorevole Gozzi e l'intervento di quest'ultimo mi ha lasciato veramente di stucco. Ho stentato a credere alle mie orecchie e sono rimasto così scioccato, mentre un fiume di pensieri mi attraversava la mente, da rimanere fermo, bloccato, come in catalessi: e quando mi sono ripreso ormai la conferenza era al termine e non ho nemmeno provato ad alzare la manina per fare un paio di domande forse "scomode" ma doverose.

Cosa ha detto l'onorevole Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei del governo Renzi, da sconvolgermi tanto? Giudicate voi.

«Ringrazio per l'invito che mi è stato rivolto a questa conferenza… partirò dalle parole che avete usato, perché sono parole importanti, sono parole che dicono molto di ciò che dobbiamo fare insieme. Lei direttore Polli ha usato, giustamente in maniera critica, il termine "emergenza". Usare la parola emergenza vuol dire o non capire la situazione o essere in malafede o fare demagogia. Le tre cose sono molto negative; non sono quello che fa il governo Renzi, non sono quello che dovremmo fare come esseri umani, come persone; poi anche come persone impegnate nelle istituzioni…

Quindi usiamo la parola giusta. Per capire la questione migratoria io credo che le parole giuste da usare, le parole che noi stiamo usando, stiamo cominciando a usare, almeno nel governo italiano, sono geopolitica e demografia. Se usiamo le parole geopolitica e demografia forse già capiamo un po' meglio che cosa dobbiamo fare per governare il fenomeno; perché dopotutto l'obiettivo, soprattutto del governo, è di governare il fenomeno e non subire le cose…

La demografia dice una cosa molto chiara: per tutti i paesi dell'Unione europea, se voi la pensate in prospettiva, da qui al 2050, una Unione europea che presumibilmente sarà almeno di 34-35 paesi, ognuno di questi paesi avrà bisogno di 700-800 mila lavoratori [intendeva chiaramente in media, nota mia]. La Germania ne avrà bisogno di più dell'Estonia o del Lussemburgo. Tutti i paesi insieme … questa Unione europea allargata avrà bisogno di 40 milioni di lavoratori.

Questa è la grande sfida demografica che si deve affrontare e si può affrontare in vari modi….

Cominciare a governare il fenomeno per quello che è, per natura transnazionale, e quindi ha bisogno, dal lato della migrazione economica, sia dal lato della lotta contro i trafficanti di esseri umani e contro l'immigrazione illegale, ha bisogno di una politica a questo livello. E questo livello minimo è quello europeo».

A questo punto una valanga di pensieri aveva travolto la mia mente e a stento sono riuscito a seguire il resto dell'intervento, che non ha nulla di interessante. Ma l'onorevole Gozzi si è reso conto di cosa ha detto? 


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