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SCENARIO/ Ue, i numeri (e i piani?) "da brividi" sull'immigrazione

Pubblicazione:domenica 6 dicembre 2015

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Pensateci un attimo. L'Europa ha bisogno di 40 milioni di lavoratori? Allora, ipotizzando che stiano scappando di corsa con mezzi di fortuna, a causa di guerre o altro, ovviamente scappano tutti. E quindi, se si pensa a 40 milioni di lavoratori, occorre pensare ad almeno 60 milioni di persone minimo (ma se sono in media famiglie di 3 persone dove uno solo lavora, allora dobbiamo contare 120 milioni di persone). Il conto è presto fatto: in Europa il tasso di occupati è poco superiore al 63%. Quindi possiamo dire che circa 2 persone su 3 lavorano, gli altri sono disoccupati o minorenni o pensionati. Quindi, usando la stessa proporzione, se devono arrivare 40 milioni di lavoratori per il 2050, allora arriveranno 60 milioni di persone. Ma da qui al 2050 mancano appena 35 anni. Vuol dire che in Europa dovrebbero arrivare circa 1,7 milioni di persone all'anno! Una pura follia!

Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando, l'Europa "allargata" definita da Gozi (allargata a chi? Se non riusciamo a convincere nemmeno Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca a entrare nell'euro! O in Europa hanno un piano di annessione?) dovrebbe avere circa 500 milioni di abitanti, quindi far arrivare 60 milioni di persone (se sono solo 60), vuol dire aumentare la popolazione europea di circa il 12%. Ora rapportiamo il caso all'Italia: siamo 60 milioni noi, quindi il 12% vuol dire circa 7,2 milioni di immigrati.

Ve lo immaginate in Italia, 7 milioni di persone in più? Ve lo immaginate il caos sociale, quando qui abbiamo già 3 milioni di disoccupati? Ma questo sta delirando? Ma cosa sta dicendo? Non riuscivo a credere alle mie orecchie.

Le domande che, col senno di poi, mi sarebbe piaciuto fare sono queste: ma se secondo lei questo fenomeno migratorio (sembra quasi si stia parlando di una specie di uccelli!) è un'opportunità che può avere (o avrà, grazie all'azione di "governo degli eventi" enunciata) riflessi positivi per l'economia, vuol dire che finora il governo e le istituzioni europee hanno favorito il caos sociale, politico e militare nel Medio Oriente per poter usufruire di 40 milioni di lavoratori a basso costo e poter essere competitivi a livello mondiale? E se dovesse trovarsi la strada politica e diplomatica per un piano di pace e un ritorno dei "migranti" alla loro terra, il governo sarebbe favorevole a tale piano di pace, posto che sfumerebbe così una grande opportunità di sviluppo economico? Perché una cosa è chiara: come da anni ripete l'economista Ettore Gotti Tedeschi; senza un'adeguata crescita demografica, siamo condannati alla depressione economica.

Capita che ora mi ripeta la domanda posta all'inizio: "Ma l'onorevole Gozzi si è reso conto di cosa ha detto?" Forse sì. Forse siamo noi che non ci siamo resi conto di cosa sta accadendo, ormai da alcuni decenni. E in fondo il mio stupore è nel fatto che ormai il piano è a un tale stato di avanzamento che non si preoccupano più di mascherarlo o di negarlo. Anzi, ormai lo affermano chiaramente. Mi stanno rubando il mestiere. Anche loro potranno dire: ve lo avevamo detto, no?

Anche io ho qualcosa da dire, così potrete sapere che l'avevo detto. Lo pseudo terrorismo non finirà qui. Colpirà tutta Europa. Alcuni esperti parlano di un prossimo "sciame di terrorismo". Quello di Parigi è stato solo un test. E purtroppo colpirà anche l'Italia.



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