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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Mattarella solo e isolato (anche) da Renzi

Sergio Mattarella (Infophoto)Sergio Mattarella (Infophoto)

Mattarella crea cavalieri della Repubblica tanto i servitori dello Stato in divisa come i militari che salvano i migranti nel Mediterraneo, o combattono la pedopornografia online, quanto chi va per scelta in Africa a curare i malati di Ebola, chi dedica la sua vita al soccorso alpino volontario, chi lotta contro il pizzo in Sicilia, o chi aiuta gli immigrati a inserirsi nella società.

Indicare questi eroi quotidiani non vuol dire però limitarsi a idealizzare un'Italia dei buoni sentimenti. Si tratta di una chiara indicazione della necessità di recuperare le ragioni della solidarietà per cogliere meglio i segnali di uscita dalla crisi economica. Non sprecare l'occasione, insomma. Anche su questo Mattarella ha voluto essere in prima linea, a fianco degli imprenditori che cercano occasioni all'estero in mercati nuovi, come è accaduto nel recente viaggio in Indonesia, Vietnam e Oman (dove nessun presidente della Repubblica era mai stato). E a margine di quel viaggio sono stati firmati accordi commerciali per un valore di tre miliardi e mezzo di euro. La politica estera italiana, par suggerire Mattarella, non può finire con il Medio Oriente.

Anche sull'Europa il capo dello Stato ha sviluppato un'azione non scontata. Unione come punto fermo per il nostro paese, ma costruzione europea che abbisogna di una revisione profonda per non essere sentita come matrigna da 500 milioni di cittadini dei 28 stati membri. E questa revisione — secondo Mattarella — deve avvenire nel senso di una maggiore democrazia, con buona pace del tentativo dei governi di prendersi tutto lo spazio.

Ci sono anche i gesti concreti per riavvicinare la gente comune alle istituzioni, come il viaggiare in treno, o in tram, usare voli di linea per gli spostamenti privati e aprire al pubblico il Quirinale e la tenuta di Castelporziano. 

La congiura del silenzio nei confronti del presidente, però, continua. Troppo lontano forse dagli schemi della politica "mordi e fuggi" di oggi. Renzi farebbe bene forse a non sottovalutarlo e magari ad ascoltarlo di più.

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COMMENTI
07/12/2015 - Non ci sperare (Luigi PATRINI)

Sarà molto difficile che Renzi ascolti il suggerimento: Renzi è abituato ad ascoltare solo se stesso (speriamo che almeno si ascolti!). Difficilmente ascolterà qualcuno, se prima non picchia il naso contro qualche serio ostacolo. Per fortuna, purtroppo per il Paese, questo non tarderà a succedere se ascolterà solo la sua prosopopea o i suoi tweet.