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SCENARIO/ Pisapia e gli "elefanti" del Pd si alleano con Berlusconi

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Città dopo città le coalizioni della "vecchia sinistra" 2010 vanno franando ed è il nuovo equilibrio nazionale di governo a verificare la sua rappresentatività nel voto di primavera. Torino è sicura, ma Fassino, incalzato dalla candidatura dell'ex leader degli operai della Fiat, Giorgio Airaudo, sarà probabilmente costretto a un non spensierato ballottaggio. Inoltre in quella che sembrava la roccaforte nazionale, Bologna, il sindaco Pd, Merola, sembra in preda al panico nella concitata rincorsa dei voti dell'estrema sinistra in uscita con Sel. Dopo aver appoggiato le occupazioni abusive guadagnandosi tre inchieste penali, nei giorni scorsi ha persino annullato il progetto del Passante Nord che dopo vent'anni era finalmente in dirittura di arrivo perdendo così i finanziamenti europei. Il Pd si è spaccato e contro Merola si sono schierati Regione, Confindustria e Cgil. A Napoli il governatore De Luca definisce i dirigenti renziani "qualche imbecille", e l'alternativa è tra Bassolino e de Magistris mentre a Roma si spera di rinviare il voto a dopo il Giubileo.

In questa situazione diventa centrale Milano. E' qui che Renzi può, con Sala, registrare un successo attribuendosene il merito. Ma le primarie con la vicesindaco Balzani possono essere devastanti: alla fine sul terreno rimarrà se non sconfitta comunque ammaccata agli occhi dell'elettorato milanese o l'esperienza Pisapia o l'Expo. Inoltre è evidente che i gruppi a sinistra del Pd, se non vince la Balzani, non voteranno Sala sindaco e quindi partecipano alle primarie solo per dare visibilità alla piattaforma che intendono presentare contro il Pd. A questo punto le primarie rischiano di logorare Sala. Finora nessun attacco gli è venuto dal centro-destra, ma solo da esponenti del Pd che addirittura mettono in dubbio la sua capacità di evitare la corruzione. Oggi dato per vincente al primo turno con oltre il 50 per cento dei consensi, Sala passerà i prossimi mesi a parare le contestazioni da sinistra come accadde nel 2006 al prefetto Ferrante che finì per essere ridimensionato dalle primarie e mandato in giro dal Pd milanese travestito da ex sessantottino. Anche Mister Expo finirà con il fazzoletto rosso al collo a cantare "Bella Ciao" per avere il gradimento di quella sinistra che affronta i problemi di Milano in termini di "guerra civile"? 

Le primarie della sinistra potrebbero così diventare una campagna di rianimazione del centro-destra che oggi sembra disarmato di fronte alla candidatura dell'ex direttore generale del Comune con Letizia Moratti sindaco. 

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