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SCENARIO/ E se Renzi fosse costretto a un accordo con M5s?

Per PAOLO FRANCHI, l’allarme sicurezza e il fatto che in economia non si veda la luce in fondo al tunnel rischiano di fare fallire la scommessa di Renzi portando l’M5s a vincere

Gianroberto Casaleggio Gianroberto Casaleggio

“L’allarme sicurezza e il fatto che dal punto di vista economico non si veda la luce in fondo al tunnel rischiano di fare fallire la scommessa di Renzi portando l’M5s a vincere le prossime elezioni”. Ad affermarlo è Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera. Il veto dell’M5s sul nome di Augusto Barbera nei giorni scorsi ha portato all’ennesima fumata nera nel voto parlamentare per eleggere i giudici costituzionali. Al punto che è intervenuto lo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “In questa fase, in cui anche le forze politiche dovrebbero essere più unite per le tensioni che si vivono e per gli allarmi che ci sono a livello internazionale, servirebbe uno sforzo comune per superare i veti”.

Renzi come intende gestire questo nuovo empasse nell’elezione dei membri della Consulta?

Dal momento che il tentativo di accordo con Berlusconi non ha dato i risultati sperati, la mia impressione è che o Renzi si mette in cerca di un’intesa con M5s, pagando logicamente un prezzo politico, o non esistono altre vie d’uscita.

Renzi sta facendo “melina” o vuole dei giudici costituzionali favorevoli all’Italicum?

Renzi ha sicuramente interesse a difendere l’Italicum, e questo è un fatto che pesa. Poi bisogna vedere se gli riuscirà di eleggere dei giudici costituzionali che lo aiutino in questo intento.

Dal punto di vista elettorale quanto è forte l’M5s?

Molto dipenderà dal fatto che si vada a votare con l’Italicum così com’è, o che ci siano delle modifiche come per esempio il premio di coalizione. Tutti i sondaggi ci indicano che non è detto che M5s vada al ballottaggio, ma che qualora ci riuscisse poi se la giocherebbe alla pari. Poi nelle elezioni nazionali possono subentrare considerazioni diverse rispetto alle comunali, in quanto giocano elementi come il timore di un salto nel buio.

Lei che cosa si aspetta?

I consensi di M5s alle ultime elezioni politiche saranno confermati e ampliati, anche se resta da vedere come si ricompatterà la destra. Sotto il profilo politico ed elettorale esistono tre poli che all’incirca si equivalgono, e quindi la partita è del tutto aperta: Renzi non può certo dire di averla già vinta.

Chi finirà per favorire l'attuale situazione socio-economica?

Da un lato ci sono questioni come sicurezza e lotta al terrorismo, dall’altra la situazione economica che è molto meno promettente di come ci è stata dipinta negli ultimi mesi. Non si vede ancora la luce in fondo al tunnel, e a ciò si somma a un effetto di paura e al rancore sociale. Dal punto di vista elettorale sono tutti elementi che il premier Renzi deve tenere in considerazione.

Pisapia ha invitato Renzi a fare il premier e non il segretario. Lei che cosa ne pensa?

Renzi non ci pensa nemmeno di fare sua questa considerazione. L’idea che lui ha in mente è quella di un partito liquido, se non addirittura gassoso. Una specie di comitato elettorale che si muove sull’onda del capo, il quale a sua volta parla direttamente con i cittadini. E’ un partito in cui l’elettore conta infinitamente di più dell’iscritto.

Renzi fa bene a tenere entrambi i ruoli?