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DIETRO LE QUINTE/ Il "gran rifiuto" di Mattarella su guerra all'Isis e Consulta

Pubblicazione:mercoledì 9 dicembre 2015

Sergio Mattarella (Infophoto) Sergio Mattarella (Infophoto)

“Il silenzio di Mattarella su giudici costituzionali e guerra all’Isis è quantomeno inspiegabile. Il presidente della Repubblica si è ritagliato un ruolo che non disturba il premier Renzi, ma su questi due temi sarebbe auspicabile che facesse sentire la sua voce”. Lo evidenzia Gianfranco Pasquino, professore di Scienza politica alla Johns Hopkins University di Bologna, secondo cui “Renzi teme che prendere una posizione esplicita sulla guerra gli possa far perdere voti, ma quando arriva a dire che il terrorismo è un prodotto delle periferie non tiene conto della realtà. L’Isis ha dichiarato guerra all’Italia da tempo e la Costituzione ammette azioni di guerra difensiva, soprattutto se inquadrate nella cornice di realtà internazionali come Nato e Unione Europea”.

 

Nel momento in cui Renzi sembra voler disarticolare i corpi intermedi, chi dà loro voce non può essere proprio il presidente Mattarella attraverso i suoi appelli su volontariato, disabili e giovani?

In parte certamente Mattarella è il prodotto di una diversità di cultura politica. Pur all’interno del cattolicesimo democratico, il presidente della Repubblica è un interprete autorevole e autorizzato, mentre Renzi di queste tematiche proprio non si interessa per la distanza generazionale che lo separa. Dal momento che il premier vuole disarticolare i gruppi intermedi, queste sono tematiche nelle quali invece i gruppi intermedi si formano, esistono e giustamente esprimono anche delle richieste nei confronti dello Stato.

 

Lei come vede questo virtuale conflitto tra Renzi e Mattarella?

Personalmente non vedo proprio nessun conflitto. Vedo piuttosto un ruolo che il presidente della Repubblica si è ritagliato e che non è realmente conflittuale, ma semplicemente diverso. Temi come volontariato, disabili e giovani sono un terreno sul quale Renzi non entrerà a meno che non diventi uno spazio sul quale si costruisce un’opposizione. Il problema è che i bersaniani non hanno questo tipo di sensibilità. In realtà i miei interrogativi riguardano un altro aspetto dell’atteggiamento del capo dello Stato.

 

Quale?

Su due punti molto delicati c’è un silenzio di Mattarella che non è perfettamente spiegabile. Su questa brutta vicenda dei giudici costituzionali, il presidente della Repubblica resta in silenzio pur essendo stato a sua volta membro della Consulta, e la sua recente esortazione (il “basta veti" del 5 dicembre, ndr) non è di sostanza. Il capo dello Stato inoltre capisce benissimo che Renzi vuole scegliere tre giudici che siano molto favorevolmente predisposti rispetto alle sue riforme. Il secondo silenzio riguarda il fatto che tanto Renzi quanto Mattarella si rifiutano di usare la parola guerra a proposito dell’Isis.

 

Partiamo dalla prima questione. Perché la stupisce il silenzio di Mattarella?

Mattarella sa che Renzi ha puntato moltissimo sull’Italicum e quindi non lo intralcia. E’ però soprattutto il modus operandi del premier che andrebbe messo sotto i riflettori. Il presidente del Consiglio ha operato una reviviscenza del Patto del Nazareno, andando a chiedere a Forza Italia di suggerire un giudice, che è stato poi individuato nella figura di Francesco Paolo Sisto. Quest’ultimo è stato uno dei principali fautori dell’approvazione dell’Italicum.

 

Non è certo l’unico nome tirato fuori da Renzi …


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