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Politica

SPIFFERI/ Così a Milano Renzi e Pisapia preparano una "Liguria bis"

Sindaco di Milano: il rapporto non idilliaco tra Renzi e Pisapia, la poltrona ambita e i giochi da "giovani marmotte" con il rischio di una Liguria bis. GIANLUIGI DA ROLD

Giuliano Pisapia (Infophoto)Giuliano Pisapia (Infophoto)

Sono giorni non facili e non semplici per il Pd di Matteo Renzi e soprattutto per chi, assieme a lui, opera nella speranza del "partito della nazione". Comunque li si rigirino, i numeri della crisi-non-crisi, del "rimbalzino" o della "ripresina" sono davanti agli occhi di tutti e sono troppo interpretabili, in senso positivo o in senso negativo. Luca Ricolfi, domenica in un fondo sul Sole 24Ore, ha spiegato sin troppo bene gli appuntamenti mancati e le politiche insufficienti. Poi c'è il giudizio del Censis sull'Italia. Impietoso. È quello di una società sciapa, scontenta e in fondo rassegnata; difficile galvanizzare questa Italia in una simile situazione complessiva, quando poi arrivano dalla Francia le notizie dei successi del Front National di Marine Le Pen e della nipote Marion Maréchal. I discorsi sull'Europa, la flessibilità, i conti, gli investimenti diventano ancora più complicati.

Ma questa è solo la grande cornice in cui, per ricordare l'ultimo libro di Paolo Cirino Pomicino La repubblica della giovani marmotte, cioè l'Italia del dopo prima repubblica, sta affrontando scadenze apparentemente più prosaiche, come le prossime elezioni amministrative di tarda primavera, che avranno una valenza politica di grande peso.

Va subito detto, prima di accennare a una disanima appena articolata, che il baricentro della scontro politico, soprattutto nella sinistra o nel centrosinistra, si è spostato a Milano. Ci sarà molto tempo ancora per vedere la storia di queste scadenze elettorali nelle più importanti capitali italiane, ma a Milano c'è il rischio che si faccia, con le primarie, un autentico, anche se in stile nuovo, congresso di partito della sinistra attuale. E sempre a Milano, dopo il cosiddetto successo dell'Expo, c'è il rischio che si ripeta a sinistra un trauma "Liguria bis", con una sinistra lacerata. A Napoli, in fondo, la ricomparsa sulla scena del "picista ingraiano" Antonio Bassolino pare un fantasma del passato che non tramonta mai, all'ombra di un elefante imbufalito come Vincenzo De Luca. Non sembrano entrambi un ostacolo drammatico per il decisionista Matteo Renzi. A Roma, dopo la "scomparsa" di Ignazio Marino, liquidato in sede notarile, ci sono prefetti e "Giubilei" che possono allungare di molto i tempi elettorali, anche se ci fosse una cosiddetta indignazione popolare.

Finora l'impressione è che nessuno voglia vincere per paura di governare la capitale. In altre città importanti ci sono più che altro le "grane" che Renzi deve affrontare perché i territori sono refrattari, spesso, alle politiche "rottamatorie". Ma a Milano è tutto differente. La rottamazione è più che mai problematica. Analisti raffinati e cronisti scatenati si chiedono quale sia stato il contenuto dell'ultimo incontro tra Matteo Renzi e il sindaco Giuliano Pisapia. Facendo tutti pensare a una sorta di patto segreto, a uno scambio di favori reciproci.