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POST QUIRINALE/ Polito: Renzi ha vinto grazie alla prima Repubblica

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Per andare al voto? Ciò che Renzi vuole è l'approvazione della legge, non riaprire il vaso di Pandora. Quanto alla clausola di salvaguardia (voto dal 2016, ndr), è solo una foglia di fico, perché il giorno che ci fosse una crisi di governo e non ci fossero le condizioni in Parlamento per formarne un altro, a fare sparire quella clausola basterebbe un decreto legge. In ogni caso, l'ultima parola spetterebbe al nuovo capo dello Stato.

Lei escluderebbe che Renzi voglia andare al voto, insomma.
Renzi da quando è al governo si tiene entrambe le strade aperte. Vuole durare, ma alle sue condizioni; se queste dovessero cambiare in modo radicale, allora sarebbe pronto ad andare al voto. Ma oggi la debolezza dei suoi avversari è tale che in realtà il campo si è molto ristretto e lo copre benissimo da solo. E poi c'è anche un altro fattore che secondo me allontana le urne.

Quale?
Ci sono deboli segnali di una possibile ripresa economica e occupazionale nei prossimi mesi. Renzi sarà tentato di cavalcarla, o comunque ad ascriverla a suo merito piuttosto che andare a uno scontro elettorale.

La maggioranza che ha eletto Mattarella comprende anche Nichi Vendola e chi, come lui nel Pd, ha forti critiche verso il patto del Nazareno. Renzi non potrebbe, visto da sinistra, essere ora più debole?
Non è una coalizione spendibile politicamente. Poi Renzi fin dal primo giorno ha messo in chiaro che non avrebbe governato sottoponendosi ai ricatti della sinistra radicale com'era successo in passato al Pd.  Questa è una cosa che gli ha dato popolarità nel paese. Con la maggioranza che ha eletto Mattarella Renzi non avrebbe certamente potuto fare il Jobs Act o abolire l'articolo 18. E' anche una maggioranza resa meno anomala dal fatto di avere recuperato Ncd.

Lei che idea si è fatto della candidatura Mattarella, da quando è cominciata a circolare fino alla decisione di Renzi che ha spiazzato Berlusconi?
Ho pensato subito che l'unico profilo possibile fosse il suo o uno molto simile a lui: un democristiano, un moderato, presentabile al centrodestra, e che per di più che affondasse le sue radici nella prima repubblica. Questo per l'evidente ragione che la seconda non ha prodotto personale politico all'altezza del Quirinale: basti pensare che gli ex presidenti di Camera e Senato degli ultimi 20 anni sono quasi tutti fuori gioco o addirittura fuori dalla politica.

Quanto è grave quest'ultima sconfitta politica di Berlusconi?
E' la questione che si pone da anni: che cosa sopravviverà a Berlusconi di quel che ha costruito? Per come sta utilizzando il suo potenziale, poco o niente. E' un esercito in disarmo. A livello di idee, c'è una destra radicale interpretata da Salvini, quella moderata un rappresentante non ce l'ha più.

Cosa dice di Ncd?