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Politica

SERGIO MATTARELLA/ Il "nuovo" potere dei democristiani religiosi (e renziani)

Sergio Mattarella, ex democristiano, è stato eletto al Quirinale per iniziativa e regia di Matteo Renzi, un altro post-Dc. La questione italiana è ancora questione cattolica. GIULIO SAPELLI

Sergio Mattarella, nuovo capo dello Stato (Immagine da web)Sergio Mattarella, nuovo capo dello Stato (Immagine da web)

Ho sempre pensato che il comunismo italiano fosse una fede, e l'essere invece democratico-cristiani in Italia fosse una religione. I fedeli si volgono alla fedeltà verso una teodicea cioè a una filosofia della salvezza in modo assoluto, perinde ac cadaver, e se non la raggiungono cadono in un terribile sconforto. Gli ultimi e gli umili di solito hanno una fede, e non a caso si parla di una fede dei semplici. I penultimi e i primi di solito hanno una religione e di solito le religioni si reggono non tanto sull'etica della convinzione, come le fedi, quanto sull'etica della responsabilità, e sono spesso religioni che certo guardano alla salvezza ma guardano in primis alla religione come religione civile, quella religione su cui Benjamin Constant ha scritto pagine insuperabili e di grandissima attualità che varrebbe la pena di rileggere. 

La recente elezione a presidente della Repubblica di Sergio Mattarella è il frutto della vittoria della religione sulla fede. Civilissima, certo, ma che ci conduce dritti al porto in cui siamo giunti oggi: fine dell'utopia, fine del sogno, tranquilla e seria riaffermazione di quella religione civile che guarda agli umili ma dagli umili non scaturisce e a essi non appartiene. Questo porto è anche il porto a cui è giunta la questione italiana. Si è disvelata essere quella che io da tempo dico che essa sia: ossia niente di più e niente di meno che la questione cattolica. Ma della questione cattolica come religione, non come fede. E Mattarella è proprio il paradossale frutto di questa endiadi, ossia mentre il cattolicesimo, come fede, viene quasi sconfitto dalla secolarizzazione, il cattolicesimo come religione trionfa sotto le spoglie dell'eredità culturale della democrazia cristiana in Italia. 

E anche qui c'è un paradosso. L'unità politica dei cattolici è finalmente finita, ma chi occupa oggi i centri nevralgici del potere visibile e invisibile in Italia (salvo quelli massonici: in ritirata) son proprio i religiosi cattolici eredi di quell'unità. Lo sono tanto in politica quanto nelle società intermedie, in misura fortemente preponderante. Solo le organizzazioni di rappresentanza sociale si dividono ancora secondo le categorie della guerra fredda, soprattutto rispetto alle organizzazioni dei prestatori d'opera e degli artigiani e dei piccoli imprenditori, in cui non a caso, gli ultimi e i penultimi si mescolano in modo peristaltico. Che fine ha fatto il comunismo italiano? Era il più grande partito comunista d'Occidente ed è scomparso. Per far scomparire quello più grande dell'Africa, il sudanese, e quello più grande dell'Asia dopo quelli cinesi e vietnamiti, ossia l'indonesiano ci vollero nel 1964 due colpi di stato che provocarono milioni di morti, aprendo la via al fondamentalismo islamico. 


COMMENTI
04/02/2015 - Non dimentichiamo il buono (marco campagnano)

Il nostro ottomo professore appare veramente un provocatore. La contrapposizione tra religione e fede è tipica di chi non deve affrontare la realtà. Bardy è molto istruttivo da questo punto di vista ma parla di epoca pagana. E' con Israele prima, poi con il cristianesimo e poi con l'islamismo che la contrapposizione non ha più motivo di essere teorizzata: c'è nei fatti ma è solo una triste decadenza della fede, senza alcuna possibilità di essere teorizzata. La prova ne sono "i santi politici" da De Gasperi a La PIra da Andreotti ai nostri amici sinceri. E' una questione di posizione umana prima che di posizione culturale e tanto meno politica (più o meno anti comunista, più o meno filo americana). Il "portato" ultimo di una posizione sana è la capacità di amministrare, la capcità di mediare, la capacità di includere ed il nostro autore non si spiega come mai "i religiosi democristiani, non fedeli" oggi occupino tante posizioni di potere. E se fosse il segno di una posizione non ideologica ma aderente alla realtà? Lunga vita ai dorotei. P.S. La liquidazione di Craxi e della DC (fine della c.d. prima repubblica) è stata decisa all'estero dove, in assenza della guerra fredda, non si capiva perchè bisognasse ancora mantenere una politica italiana costosa e protetta. Finchè non si smantellerà lo stato fascista, la nostra società dovrà ancora pagre tributo all'intermedizione pubblica.

 
02/02/2015 - Ricostruire il Popolo (Luigi PATRINI)

L'articolo è certo intellettualmente stimolante e andrebbe verificato nei dettagli, cosa impossibile in poco spazio e nel tempo "breve" di un giornale on line: rimane però il problema di fondo, credo. Quale? Quello di dare "sostanza" ad una democrazia che non può solo ridursi a pur necessari formalismi da rispettare. Con tutti i suoi limiti ed i suoi difetti la DC ha saputo dare una dignitosa rappresentanza al Popolo italiano; mi riferisco alla DC dei primi decenni che, pur con le sue manchevolezze, ha avuto a cuore, nel suo complesso, il Popolo. Le degenerazioni sono venute o, per lo meno, si sono accentuate con l'affermarsi del consumismo, cioè con quello che Giussani definiva "l'aspetto concreto dell'ateismo pratico". Oggi credo che il grande Problema sia proprio quello di ricostruire il Popolo, di ridare dignità ed unità ad un aggregato di donne e uomini che desiderano vivere fino in fondo la loro identità. Forse il problema è aiutare questo aggregato a ritrovare la propria Fede. La politica non è tutto, ma può aiutare questo Popolo a rivivere: "aiutarlo" a rivivere, non "farlo" rivivere. Mattarella forse darà una mano, ma tanti politici di fede cattolica non devono rinunciare ad aiutarlo. Occorre un nuovo Partito di Centro: non la DC, ma certo, men che meno, l'attuale PD renziano. Occorre un partito realmente popolare, espressione di una rinata "amicizia civica", di cui tutti dobbiamo essere oggi generatori. Buon lavoro a tutti!

 
01/02/2015 - Vedremo.... (Alberto Pennati)

...se i "cattolici" Renzi e Mattarella contrasteranno l'attacco alla FAMIGLIA: unioni omosessuali, adozione concessa a loro ed uteri in "affitto". Certo esordire come ha fatto Mattarella non fa ben sperare: a parole pensa alle difficoltà ed ai desideri degli italiani, coi fatti ha dato il suo contributo ad affossare il referendum sulla legge Fornero. Se non fosse una cosa molto seria, farebbe ridere.

 
01/02/2015 - Massoni in declino?! (Francesco Giuseppe Pianori)

E se, come ha pubblicamente affermato l'ormai novantenne Padre Amorth, Napolitano fosse massone? Chissà forse si è attuata un'altra grande endiadi fideo-religiosa: i catto-massoni o masso-comunisti... Va' a capire, tu? Intanto il Popolo Italiano, vero "sovrano" secondo la tanto strombazzata (da chi non la conosce) Costituzione Repubblicana, è sempre più suddito di Re (in)- costituzionali o usurpatori... Dio salvi il Popolo!

 
01/02/2015 - Saluti e baci (Francesco Giuseppe Pianori)

Endiadi forse...http://www.treccani.it/enciclopedia/endiadi/ Non esiste l'endiade...come non si può dire che esista oggi la "democrazia" in Italia...specialmente dopo questa Elezione...

 
01/02/2015 - perfetto (Claudio Baleani)

All'articolo non saprei davvero che cosa aggiungere che cosa togliere. L'unica cosa è che mi chiedo se davvero Renzi appartenga a quella razza. Può darsi, anche se l'esigenza di governare cambia tante cose. La sinistra comunista è scomparsa. Come mai così repentinamente? Mi chiedo come mai non prima, visto che sono 40 anni che covano dentro di loro la malattia che li ha ammazzati.

 
01/02/2015 - Una politica per gli ultimi e gli umili (Ivio Nicola Marongiu)

Allora, prof. Sapelli, è capace di indicare, anche schematicamente, una politica per gli ultimi e gli umili? Una politica non protestante e meramente operativa ma originata dalla fede e per la fede. È possibile una politica che si occupi non di accrescere e distribuire la ricchezza, ma di indirizzare la ricchezza per la salvezza individuale e comune? Insomma sa ridarci il sogno utopico che un dì fu detto comunismo? Altrimenti la sua aulica prosa, oltre che tentare di ridurre la portata democristiana e religiosa dell'elezione di Mattarella, non avrebbe molto altro senso e sarebbe perciò oltremodo prolissa e vuota.

 
01/02/2015 - commento (francesco taddei)

da uomo di stato si è opposto alla libetà d'impresa ieri e farà passare l'educazione gender nelle scuole proprio perché garante delle istituzioni e presidente di tutti. sveglia!

 
01/02/2015 - Professore, Lei vola troppo alto... (Giuseppe Crippa)

Valeva la pena leggere fino in fondo questo difficile articolo del prof. Sapelli e soprassedere su qualche giudizio francamente molto discutibile (uno su tutti: la beatificazione di Craxi e Berlusconi) per arrivare a gustare la sintetica definizione dei “cattolici adulti” alla Prodi come neoprotestanti abbarbicati al potere. Però cosa c’entri Mattarella nel titolo e nella chiusa dell’articolo non l’ho molto capito…