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Politica

J'ACCUSE/ Chiti (Pd): Italicum e Senato, le "riforme" di Renzi non funzionano

Per VANNINO CHITI, la sinistra Pd continuerà a sostenere le proprie proposte di modifica a prescindere dal fatto che Berlusconi scelga o meno di appoggiare la linea del governo

L'aula del Senato (Infophoto)L'aula del Senato (Infophoto)

“Continueremo a sostenere le nostre proposte di modifica alla legge elettorale, alla riforma del Senato e a quella del Titolo V a prescindere dal fatto che Berlusconi scelga o meno di appoggiare la linea del governo”. Lo afferma il senatore del Pd, Vannino Chiti, nel momento in cui il Parlamento, completata l’elezione del presidente della Repubblica, torna alla sessione ordinaria dei suoi lavori. La posizione della sinistra Pd è particolarmente importante in quanto la rottura tra governo e Forza Italia sembra insanabile. Ieri il premier Renzi ha detto riferendosi a Berlusconi: “Scherziamo? Perché lo dovrei sentire? La legge elettorale è fatta e la riforma costituzionale ormai è avviata. Al referendum confermativo avremo il Pd da un parte e un'alleanza Vendola-Grillo-Berlusconi-Salvini dall'altra. Schierati contro una norma che riduce i costi della politica, semplifica e colpisce i consigli regionali”.

Come intendete muovervi sulle riforme istituzionali?

Sia la riforma costituzionale sia la legge elettorale sono all’attenzione della Camera. Noi continueremo a sostenere politicamente la necessità delle modifiche che abbiamo portato avanti e che ci sembra abbiano un elemento comune: la qualità della democrazia non può prescindere dalla sovranità dei cittadini.

Dopo la rottura del Patto del Nazareno le vostre posizioni si sono ammorbidite?

No, noi riteniamo che i cambiamenti siano necessari a prescindere dal fatto che le riforme siano o meno votate da Forza Italia. Ci siamo presi la nostra responsabilità alla luce del sole e di fronte al Parlamento. Se domani la Camera dei deputati sarà l’unica assemblea parlamentare a essere eletta direttamente dai cittadini, si può sostenere che sia giusto che la maggioranza dei deputati sia nominata? Io ritengo di no. Questo è un aspetto vitale e fondamentale di quel rapporto tra cittadini e istituzioni che in questi anni è stato e sta diventando ancora il grande problema della democrazia italiana.

Posto che i capilista bloccati erano stati voluti da Berlusconi, Renzi potrebbe diventare più possibilista sulle preferenze?

E’ stato detto che sia modifiche alla legge costituzionale, sia cambiamenti come quello sui capilista bloccati sarebbero stati impediti da un veto di Forza Italia. Berlusconi sarebbe stato interessato a controllare la pattuglia in Parlamento dei suoi deputati piuttosto che a vincere la partita delle elezioni. In questi giorni le dichiarazioni venute dal governo non aprono la strada a cambiamenti che sono necessari. Questo è l’interrogativo che si dovrà sciogliere nei prossimi giorni. Su temi come la riforma costituzionale e la legge elettorale è giusto che ci sia un ruolo del governo, ma il compito primario spetta al Parlamento.

Che cosa modificherebbe invece per quanto riguarda la legge sul Senato?

Il superamento del bicameralismo perfetto può essere realizzato in diversi modi. Il primo è l’elezione dei senatori da parte dei cittadini in concomitanza con le elezioni regionali. E’ evidente che il Senato non si sarebbe costituito in un solo momento come la Camera, perché le elezioni regionali non si tengono tutte lo stesso anno. In alternativa si sarebbe potuto ricalcare il Bundesrat tedesco.

Come funziona il Bundesrat?


COMMENTI
10/02/2015 - Forza Chiti! (Luigi PATRINI)

Bene Chiti: chi può farlo fermi questo obbrobrio di riforme che privano il Popolo della possibilità di scegliere i propri rappresentanti!