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Politica

RETROSCENA/ Mattarella al Colle? Uno schiaffo degli Usa a Putin

Sergio Mattarella (Infophoto)Sergio Mattarella (Infophoto)

Per la Russia, le vie verso il Mediterraneo non sono molte. Una è la Turchia che, tuttavia, al di là degli attuali rapporti tra Putin ed Erdogan, rappresenta da secoli un ostacolo all'espansione russa nell'area. Rimangono Grecia e Italia. Domenica 25 gennaio ad Atene le elezioni generali hanno portato alla premiership Alexis Tsipras, propugnatore di una posizione più ferma verso l'Unione Europea. L'uscita della Grecia dall'eurozona sarebbe favorevole alla Russia, ma se ciò non accadesse, il partito di estrema destra, Alba Dorata, terzo alle elezioni, potrebbe essere una sponda per Mosca, di cui ha già il sostegno.

Infatti, se in passato i sovietici finanziavano i vari partiti comunisti europei, negli ultimi anni Putin ha sostenuto in Francia il partito di estrema destra antieuropeo guidato da Marine Le Pen, per sua stessa ammissione, e le posizioni ostili all'Europa della Lega Nord di Matteo Salvini sono ben viste da Mosca. 

L'Italia ha eletto il suo nuovo presidente mentre perdura una fase economica recessiva: una fase nella quale anche i compagni di sventura di ieri (Spagna, Portogallo, Irlanda) stanno facendo meglio, mentre la Francia, pur in gravi difficoltà, continua a vantare una maggior solidità politico-istituzionale. Circostanze, quindi, favorevoli ad un'azione della Russia sul teatro italiano, ben conosciuto fin dai tempi dei legami con il Pci, cercando di influenzare le elezioni. Sull'altro versante, Ue e Usa erano soprattutto interessate all'elezione di un presidente capace di garantire stabilità all'Italia, cruciale per l'Europa e il resto del mondo. 

Alla fine, il bizantino sistema politico italiano, poco attento alle questioni internazionali e concentrato su spicciole questioni interne, ha inviato al Quirinale un uomo senza legame alcuno con la Russia e questa esclusione dalla politica italiana potrebbe ora spingere Mosca verso un suo nuovo futuro eurasiatico. Pechino è già pronta a finanziare questa ipotesi con un assegno di più di 242 miliardi di dollari, cioè la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità attraverso la Siberia fino a Berlino. Un investimento che né Roma né Atene potrebbero mai permettersi. E di questo Mosca dovrà tener conto.

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