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FORZA ITALIA vs RENZI/ Il giurista: Berlusconi si appella a Mattarella ma sbaglia tutto

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Non si capisce, del resto, quale vantaggio o utilità per il Paese riescano a produrre queste riforme, al di là della concertazione del potere in forma oligarchica in capo a pochi.

Perché le ritiene delle riforme inutili?
Queste non sono riforme che modificheranno l'assetto della nostra società, o che faranno crescere la responsabilità civica dei cittadini, e non miglioreranno il funzionamento della pubblica amministrazione e non porteranno a una riduzione del carico fiscale sui cittadini che pagano le tasse. Le riforme istituzionali di cui avremmo bisogno dovrebbero partire dal sistema dei partiti, dal rapporto della rappresentanza con i cittadini, dal ruolo delle autonomie territoriali e delle Regioni in relazione alla distribuzione dei compiti pubblici e all'impegno europeo del governo nazionale e, da questo punto di vista, la stessa legge elettorale andava impostata in modo diverso. Con l'Italicum si ha la sensazione che si voglia stabilizzare una forma di governo del "primo ministro", e non più – come previsto dalla Costituzione – una forma di governo basata sulla fiducia del Parlamento, con un sistema in cui una minoranza ottiene il pieno controllo dello Stato per cinque anni.

(Pietro Vernizzi)




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COMMENTI
15/02/2015 - Le riforme? riempiono la bocca da decenni. (umberto persegati)

Le riforme alla Costituzione dovrebbero essere approvate da un'assemblea costituente eletta col sistema proporzionale e interessare organicamente l'intera Parte II^. Le modifiche fin'ora introdotte alla costituzione hanno prodotto, in prevalenza, inefficienza, burocrazia e sperpero di pubblico denaro. Quella in discussione in Parlamento rischia di essere peggiore delle altre. Il Senato va abolito e non trasformato in una Camera delle Regioni con poteri legislativi ridotti, che sarebbero causa di numerosi contenziosi, come ampiamente sperimentato nei contenziosi Stato-Regioni. Regioni. Va ridotto il numero delle Regioni e abolite quelle a statuto speciale: son durate oltre il necessario. La loro autonomia deve essere circoscritta a materie di stretta competenza locale, che non si sovrappongano o contrappongono agli interessi generali dello Stato e di altre Regioni. Di questo la riforma all'esame non tratta.

 
14/02/2015 - Certezze e probabilità (Vittorio Cionini)

Sono convinto anch'io che le riforma in corso di attuazione ci portano verso una riduzione della democrazia e il rischio di una premiership forte, potenzialmente pericolosa. Ma l'alternativa quale è? Portare avanti un sistema "democratico" che chiaramente non ha funzionato, non funziona e ogni giorno che passa si avvita su se stesso in un "equilibrio" di poteri che si annullano a vicenda? Un caro amico defunto mi diceva "è inutile andare incontro ad un danno certo per evitarne uno probabile". Abbiamo la Costituzione più bella del mondo con la quale siamo riusciti a scendere agli ultimi posti di tutte le classifiche mondiali. Dovunque si decida qualcosa non veniamo neppure presi in considerazione, salvo mandarci alla cassa a pagare il conto. Non credo che la colpa sia imputabile ad alcuno in particolare di destra, sinistra, sopra o sotto. Inutile prendersela con la classe dirigente politica, amministrativa e sindacale, imprenditori compresi. Sono eguali a noi cittadini qualunque, ci rappresentano perfettamente. Eccezioni? Ci sono sia tra i cittadini che nella classe dirigente ma sono giusto eccezioni che confermano la regola. Qualunquismo? Si, qualunquismo. Benaltrismo? Si, benaltrismo. Soluzioni? Le riforme? Per qualche tempo possiamo illuderci che servano. Non so bene da dove venga, ma sento una gran puzza di bruciato.

 
13/02/2015 - Per sempre, purtroppo! (Luigi PATRINI)

Per cinque anni? Temo ...per sempre. Renzi è pericoloso: è nuovo della politica, ma ha già capito tutto! E' un pericolo gravissimo. La sua riforma delle Istituzioni è centralistica e anti-popolare. Azzoppatelo, cari parlamentari, fin che siete in tempo!