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COMUNISTI ED EX/ Tsipras, il "cavaliere bianco" che lascia a piedi l'Altra Sinistra

Pubblicazione:domenica 15 febbraio 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Ieri la manifestazione nazionale di Roma in appoggio alla Grecia di Tsipras e contro l'Europa fortezza, sotto il segno "Dalla parte giusta" e "Basta morti nel Mediterraneo", ha visto la presenza di sindacati Cgil (c'era la Camusso) e Fiom (Landini), associazioni, Arci, Attac, Tilt, Forum dei movimenti per l'acqua pubblica... E micro-partiti di sinistra radicale: Sel, Rifondazione comunista, Sinistra critica, Civati e Fassina, della sinistra Pd. Di popolo ce n'era poco. "Alcune migliaia", dicono le agenzie: insomma, non quattro gatti, ma neppure una manifestazione di massa, nonostante le numerose sigle e la presenza di attori, scrittori e intellettuali vari.

La manifestazione è avvenuta in risonanza ritardata con quella di Piazza Sintagma, ad Atene, il 5 febbraio, all'insegna dello slogan "No al ricatto della Bce". Tsipras ha finora bussato a tutte le porte europee per ottenere quello che ha promesso ai suoi elettori: dimezzare il debito, trasferendolo sull'Europa per cinquant'anni, senza interessi; ottenere nuovi prestiti senza rimborsare quelli già scaduti (l'Italia è esposta complessivamente per 46 miliardi di euro); mandare a casa la Troika; ridefinire una nuova politica economica europea e un assetto istituzionale della democrazia europea, in cui gli Stati cedano ulteriori pezzi di sovranità: più Europa e meno Stato nazionale. 

Nessuno dei Paesi coinvolti, dalla Francia alla Germania all'Italia... alla Bce hanno potuto dare soddisfazione all'irruento Tsipras, almeno sui primi tre punti. In effetti, il debito greco — così come quello italiano — non è stato creato dagli europei e Tsipras non può pretendere che lo paghino loro! Sul quarto il più d'accordo di tutti è Draghi. Dall'Eurotower vede ogni giorno che la politica monetaria ha basi fragili, se gli assetti politico-istituzionali dell'Unione europea non andranno verso una crescente federalizzazione. Domani ci sarà un secondo round europeo con Tsipras. Il primo, l'11 febbraio, è stato avaro di risultati. Bisognerà trovare un compromesso: i creditori non possono uccidere il debitore; il debitore non può tagliare la corda, alla quale, in questa aspra scalata della crisi economico-finanziaria, siamo appesi tutti quanti.

Chi ha fatto del riformista di sinistra Tsipras — che proviene da una scissione a destra del vecchio Kke, il vecchio partito comunista greco dell'interno, antieuropeista — il nuovo leader rivoluzionario della sinistra radicale europea sta passando ore di ansia. Se alla fine il nuovo San Giorgio, in lotta contro il drago dell'austerity europea, si trovasse per le mani una lancia troppo corta? Se il nuovo Cavaliere bianco si trovasse a dover umilmente cavalcare un ronzino? Parliamo qui di coloro che hanno promosso la Lista Tsipras in Italia il 17 gennaio 2014, in vista delle elezioni europee: Nichi Vendola, Paolo Ferrero, Andrea Camilleri, Paolo Flores D'Arcais, Barbara Spinelli, Marco Revelli, Guido Viale, Moni Ovadia, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelski, Carlo Freccero, Michele Serra, Furio Colombo, Fausto Bertinotti, Luciano Canfora, Gino Strada...


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