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Politica

RENZI vs PARTITI/ Leoluca Orlando: è Mattarella l'antidoto ai "mali" di Renzi

Sergio Mattarella (Infophoto)Sergio Mattarella (Infophoto)

No. Come ho detto, Mattarella esprime anche il ritorno alle radici cattoliche democratiche del nostro Paese. 

E tutto questo che cosa c'entra con quello che sta accadendo da noi?
Parliamo di noi e dei tedeschi. La differenza fra la Germania e l'Italia sta tutta qua: in un sistema dei partiti che lì funziona e da noi no. La Merkel non è l'eletta con la e maiuscola, ma è eletta dai partiti. Questo significa che c'è un sistema partitico che non "aspetta con fiducia la chiusura dei processi", con una frase farisaica usata in genere da chi delega ai magistrati la selezione dei gruppi dirigenti, che è il nostro vero peccato. Quando un paese elimina la dimensione etica, lasciamo perdere per ora quella morale, e la trasforma in questione giudiziaria, è la fine della democrazia. Sia chiaro, non è colpa dei magistrati; manca un filtro precedente. Io rivendico il mio diritto di parlare bene dei condannati: mi riferisco a Nelson Mandela, a Gandhi, a Gesù Cristo, condannato e giustiziato dai tribunali dell'epoca. Questo è il tema: chiedo a tutti: "Potrò parlare bene di Gesù Cristo"? In Germania c'è un sistema sindacale che funziona e che anche Landini apprezza, c'è un sistema di Comuni che consente di amministrare le popolazioni locali. Da noi c'è sempre qualcuno o qualcosa che si oppone.

Torniamo ai partiti. Qual è il rapporto con gli elettori oggi, in questo contesto così mutato?
Il popolo oggi non va a votare e quello che resta divide il consenso tra i vari partiti. Nell'assenza dei partiti ha governato il popolo. Nel mio caso io ho avuto il 74% di consensi e la coalizione che mi ha espresso, il 14%. Ricordo che feci la mia prima uscita pubblica da sindaco durante una cerimonia in cattedrale. Il cardinale Romeo mi chiese di parlare ed io dopo aver ringraziato e promesso che avrei servito la città, dissi che per i prossimi cinque anni avrei avuto un solo obiettivo: far crescere il mio partito. Grande sconcerto tra i banchi, ma subito aggiunsi: "Il mio partito si chiama Palermo". 

E l'elezione di Mattarella che rapporto ha con tutto ciò?
Mattarella ha un impianto culturale che è correttivo degli eccessi, di quegli eccessi di cui abbiamo parlato. Un cattolico democratico non può non rispettare le regole interne dei mondi vitali. La complessità chiede la mediazione. La mediazione era la filosofia morotea, Moro era il teorico del compromesso. Poi ci hanno appiccicato "storico" e tutto è finito. Il compromesso non è storico, è permanente. Faccio un esempio: ritorno alla centralità del Parlamento significa che la politica economica non può essere racchiusa solo nella legge finanziaria, che fa il Governo.