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RENZI vs PARTITI/ Leoluca Orlando: è Mattarella l'antidoto ai "mali" di Renzi

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Sergio Mattarella (Infophoto)  Sergio Mattarella (Infophoto)

Ci vuole anche una politica industriale che deve fare il Parlamento. Questo da molti anni manca. Tutto ciò non riguarda le stanze del potere, ma la vita quotidiana di tutti noi. Quando papa Francesco ci ha ricordato che il denaro non deve diventare il dio maggiore, ha voluto dirci che la crisi finanziaria è diventata economica. Riguarda la vita di tutti, dalla massaia all'impiegato, fino alla possibilità di ciascuno di fare la spesa.

E tutto ciò che conseguenze potrà avere?
Con la presidenza Mattarella sarà possibile giungere ad un Parlamento che non blocchi, ma esalti la governabilità; ma bisogna prima interiorizzare i tre capisaldi di cui ho detto prima. La Camera dei deputati non può essere riempita di "nominati" dalle segreterie dei partiti; la politica deve esaltare e non mortificare i mondi vitali. Non a caso Landini è l'unico che parla bene dei corpi sociali e della Germania. Il vero articolo della Costituzione che dobbiamo esaltare è l'articolo 2, quello che riguarda le formazioni sociali. Non esistono più. Non si sente più parlare delle Acli, dell'Azione cattolica, dell'associazionismo in genere; ed anche a Confindustria e sindacati si vuole mettere la sordina. I due soggetti che hanno una visione simile a questa sono Salvini e Landini che sostengono che lo stare insieme non è il frutto di un'azione mediatica. All'incontro di Salvini con i palermitani di qualche giorno fa non c'erano i nostalgici della Dc, ma dei partiti, persone che desideravano avere una formazione sociale di riferimento. Salvini sta sfondando dove ha fallito Bossi, perché ha stabilito un rapporto non virtuale ma reale con i cittadini.

Le ha lavorato con Piersanti e con Sergio. Qual era il rapporto che legava i due fratelli?
Preferisco parlare di quanto accaduto nei 35 anni successivi. Sergio non ha mai parlato di Piersanti in pubblico, non lo ha fatto nemmeno nel discorso di  insediamento davanti alle Camere. E in privato lo ha ricordato pochissime volte. Vale più di ogni commento quanto abbiamo fatto scrivere con alcuni amici e a nostre spese in un semplicissima lapide posta sul luogo dell'omicidio lungo il marciapiede di Via Libertà a Palermo: "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede". Dopo l'elezione di Sergio qualcuno ha lasciato sul muretto un mazzo di fiori di campo. Questo è il miglior segno della stima e dell'affetto che i palermitani nutrono per Sergio Mattarella. Sono certo che ben presto sarà così anche per tanti italiani.



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