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RENZI vs PARTITI/ Leoluca Orlando: è Mattarella l'antidoto ai "mali" di Renzi

LEOLUCA ORLANDO, sindaco di Palermo, è amico di lunga data del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Renzi ha fatto un capolavoro, ma non conosce Mattarella"

Sergio Mattarella (Infophoto) Sergio Mattarella (Infophoto)

L'elezione a capo dello Stato di Sergio Mattarella ha destato viva impressione e grande soddisfazione a Palermo. Molti lo conoscono, malgrado la sua proverbiale riservatezza; altri gli sono stati compagni all'inizio della sua vicenda politica, che comincia nel gennaio del 1980, all'indomani della morte del fratello Piersanti, allora presidente della Regione. Tra quei compagni, Leoluca Orlando è certamente quello che in questo momento ricopre un importante ruolo politico, essendo il sindaco di Palermo.

Sindaco Orlando, come vede l'elezione di Sergio Mattarella a capo dello Stato?
Il 31 gennaio segna uno spartiacque nel dibattito politico di questi ultimi anni. La scelta di Sergio Mattarella, prima e al di là delle sue capacità e dei suoi meriti, è la scelta di uno che sta fuori dalla mischia politica, quindi in grado di costituire un'alternativa culturale, prima ancora che politica.

Si spieghi.
Perché Mattarella è la risposta ai tre mali della politica di oggi: l'eccesso di leaderismo, la mortificazione del Parlamento e l'attacco ai corpi intermedi. Il primo è il frutto della tentazione di un rapporto diretto tra elettori ed Eletto, con la e maiuscola, e non tra elettori ed eletti. Il secondo è il risultato della legge elettorale che ha portato a un Parlamento di nominati e dell'abuso da parte del governo dei decreti legge. Ma il fondamentale è il terzo.

Perché?
Lo dico con una battuta: la Camusso è antipatica, ma i sindacati servono, Bersani è antipatico, ma i partiti servono, Orlando è antipaticissimo, ma i Comuni servono. La cultura cattolica democratica di Sergio, che come il vero cattolico democratico è capace di coniugare fede privata e laicità pubblica, per storia, formazione ed esperienza lo pone dall'altra parte rispetto a questi tre eccessi. La rivitalizzazione dei corpi intermedi è di importanza vitale in questo momento.

E perché questo sarà un elemento di rottura?
Oggi non c'è più differenza fra Renzi, Berlusconi e Grillo su questi tre elementi, perché tutti e tre ne vogliono sminuire la portata. Dal punto di vista politico questa elezione è per Renzi un capolavoro: se Renzi l'ha fatto consapevolmente merita due applausi, se l'ha fatto inconsapevolmente ne merita almeno uno. Tuttavia bisogna precisare, per dirla con il nostro dialetto, che Si misi l'acqua rintra, cioè si è fatta entrare l'acqua in casa; vale a dire che non si è reso perfettamente conto della portata e del valore della figura di Mattarella. Però gli si deve riconoscere un grande merito.

Quale?
C'è stato in quest'azione politica un misto di tattica e di strategia che gli ha consentito di conseguire un grande risultato: la riunificazione del Pd. Mattarella era il suo candidato, quindi il merito è suo. Se fosse stato eletto ad esempio Giuliano Amato, il merito sarebbe stato di Bersani, e via dicendo. Quindi questo merito è suo. Teniamo conto anche del fatto che Renzi non ha alcun interesse personale, perché non è interessato neanche alla prossima elezione del presidente della Repubblica, non avendo nemmeno l'età per essere eletto.

Ma la novità politica dell'elezione di Mattarella sta tutta qui?