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RENZI E IL PIANO B/ Elezioni anticipate? Matteo rischia la fine di Berlusconi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Bisogna saper perdere, recitava una vecchia canzone. Non di rado, però, in politica il problema che si presenta è esattamente il contrario. A volte si tratta di gestire bene una vittoria clamorosa per non depotenziarla al punto di trasformarla, alla lunga, in un sostanziale boomerang. Bisogna anche saper vincere, a volte, insomma. Accadde a Berlusconi. Dopo la vittoria del 2008, con una sinistra annichilita, nella fase del dopoterremoto all’Aquila sembrava padrone assoluto tanto della scena mediatica che di quella politica. Eppure, se con umiltà avesse accettato l’invito di Napolitano a tendere la mano sulle riforme anche agli sconfitti forse avrebbe gestito quella fase in modo da chiudere un’operazione storica, invece in pochi mesi quella grande dote ottenuta in termini di consensi è progressivamente evaporata, senza lasciare traccia nei libri di storia.

Renzi sembra esser caduto nello stesso errore. Incassata la fragorosa vittoria dell’elezione di Mattarella sarebbe dovuta scattare da parte sua, a mio avviso, la magnanimità del vincitore. Tanto, chi ha vinto ha vinto e non è necessario umiliare gli sconfitti per darne pubblica dimostrazione. Anzi. Una figura come quella di Mattarella poteva essere utilizzata facilmente per un’operazione inclusiva, conciliatoria e completare la vittoria.

Invece Renzi ha lanciato la sfida, muro contro muro contro le opposizioni, senza avere nemmeno la certezza di poter domare la sua opposizione interna che in questa situazione diventa decisiva. Certo, le riforme o prima o poi vanno fatte, e ogni ulteriore rinvio dà l’impressione di rappresentare solo l’ennesimo menare il can per l’aia. Ma toni e forme per ricordarlo, forse, potevano essere diverse e, forse, si poteva riuscire almeno ad evitare questo Aventino che davvero depone male per l’immagine di una politica già troppo distante dalle attese e dall’immaginario della gente comune.

Dal canto suo il nuovo inquilino del Quirinale non ci ha messo tanto a far capire che la musica è cambiata. Con Napolitano ancora regnante ci saremmo trovati di fronte a un monito forte ai partiti che salgono sui banchi, che gettano faldoni in aria e se le danno pure, fino a decidere, i gruppi di opposizione, di disertare del tutto le aule parlamentari. Mattarella invece si è preso il suo aereo di linea e si è recato nella sua Palermo e, dopo essersi più volte sentito con Laura Boldrini, ha lasciato che i deputati e i gruppi della Camera si impegnino da soli a sanare la ferita creatasi a Montecitorio. Chi ha chiesto appuntamento al Quirinale lo ha ottenuto, ma non ad horas, per martedì, e ci sarà tutto il tempo quindi per sviluppare prima una riflessione interna senza sperare, in ogni caso, nell’opera risolutiva di un presidente che ha già chiarito di voler restare arbitro, chiedendo ai giocatori di aiutarlo, rispettando le regole.



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COMMENTI
17/02/2015 - articolo (ciro pica)

ma qualcuno crede che qualcuno ci porterà fuori dalpantano in questo clima generale ed fintanto personale??? le uniche ricette in campo sono quelle solite:tasse e tasse. lasciamo stare sulle cose importanti....

 
17/02/2015 - Sale e ...zucche! (Luigi PATRINI)

Propongo solo un paio di osservazioni: 1^) Berlusconi ha sbagliato più di Renzi: ad entrambi si può imputare l’arroganza di chi dimentica che in politica quando si vince non bisogna voler stravincere, ma occorre sapersi far perdonare di aver vinto; a Renzi, però, si può perdonare l’impulsività giovanile e una certa mancanza di esperienza (certo ha avuto buon gusto estetico nello scegliersi le ministre, ma l’estetica compensa solo marginalmente l’inesperienza!). A Berlusconi non si può perdonare nulla: ha avuto per anni una maggioranza che neppure la DC aveva avuto: ha saputo sbriciolarla senza costruire niente e lasciando un centro-destra disastrato e inguardabile. Quanto a certi Valori (famiglia, libertà di educazione.... beh, lasciamo perdere!) Hanno colpe tutti e due. Ma non solo loro, perché – soprattutto accanto a Berlusconi – c’erano anche tanti cattolici seri e che hanno una storia personale ragguardevole ed invidiabile. Almeno qualche colpa di ...omissione ce l’hanno anche loro. Adesso che lo hanno lasciato, vedano almeno di rinsavire. Chi ha orecchi per intendere, intenda! Per quanto riguarda l’altra osservazione vorrei dire che ...quanto al sale in zucca, di certo di sale non ne manca in giro, ma il problema serio è che mi pare comincino a non esserci le ...zucche in cui poterlo mettere!