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DIETRO LA SCISSIONE/ Fitto e quel nuovo partito conservatore a metà tra Salvini e Alfano

Per FABRIZIO D’ESPOSITO (Il Fatto Quotidiano), Fitto potrebbe giocare un ruolo con un partito conservatore a metà strada tra le posizioni lepeniste di Salvini e quelle popolari di Alfano

Raffaele Fitto (Infophoto) Raffaele Fitto (Infophoto)

“Fitto in futuro potrebbe giocare un ruolo con un partito conservatore a metà strada tra le posizioni lepeniste di Salvini e quelle popolari di Alfano”. Lo afferma Fabrizio D’Esposito, giornalista politico del Fatto Quotidiano, secondo cui “il centrodestra avrebbe bisogno di un processo democratico per la nascita di un vero partito conservatore, e la Lega nord di Salvini non sarà mai questo partito”. Oggi a Roma si terrà la convention dei Responsabili guidati da Raffaele Fitto, il quale ha dichiarato: “Il problema è che il nostro partito non ha organismi per discutere della linea politica. La mia battaglia è anche quella di riproporre una dinamica democratica all'interno del partito. Non è facile, per usare un eufemismo, ma ci proviamo”.

 

Che cosa sta succedendo in Forza Italia?

Più lineare di così si muore. Berlusconi sta continuando a perdere pezzi del suo partito e adesso deve fronteggiare una nuova rivolta interna. In passato ce ne sono state altre, ora c’è quella di Fitto che per la provenienza del personaggio e il potere che rappresenta è una fronda democristiana. Se anche volesse espellere Fitto, Berlusconi si ritrova con le mani legate. Dalla sua nascita Forza Italia non ha mai celebrato un Congresso Nazionale e le cariche sono state scelte in modo “abusivo”. Non si capisce quindi chi dovrebbe espellere Fitto.

 

E’ soltanto una questione “burocratica”?

Anche da un punto di vista politico Berlusconi è in un angolo. Fallito il Patto del Nazareno, si è rinchiuso ad Arcore e deve fronteggiare tanti problemi. Fitto è l’ennesima zeppa nell’ingranaggio berlusconiano che è sempre più arrugginito e oggi assisteremo a una scissione di fatto, anche se poi probabilmente i fittiani non lasceranno il partito. Berlusconi li ha provocati con la nomina a commissario di Luigi Vitali, tra l’altro un ex parlamentare esperto di leggi ad personam. La questione principale per Berlusconi non è però Fitto, ma la nuova partita giudiziaria aperta a Milano dalle nuove perquisizioni del Ruby Ter.

 

Lei che cosa ne pensa del ruolo che sta giocando l’ex governatore pugliese?

L’idea di Fitto è molto chiara, anche se mi sembra strano che lo abbia scoperto dopo tanti anni. Dentro al Pdl e poi a Forza Italia, un partito carismatico dove c’è sempre stata una concezione padronale della democrazia interna, ogni volta che si è cercato di mettere in discussione la leadership di Berlusconi i dissidenti sono stati costretti a fare muro contro muro. E’ successo prima a Fini e poi ad Alfano.

 

E’ lo stesso oggi con Fitto?