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RETROSCENA/ Tra Tosi e Salvini "decide" Barbara d'Urso (insieme a Berlusconi)

Pubblicazione:martedì 24 febbraio 2015

Matteo Salvini (Infophoto) Matteo Salvini (Infophoto)

“Dietro la candidatura di Tosi c’è il tentativo di Berlusconi di disinnescare Matteo Salvini. Il leader di Forza Italia ha capito che il segretario del Carroccio non è un suddito obbediente come Bossi e Maroni, e farà di tutto per creargli delle difficoltà”. E’ l’analisi di Gigi Moncalvo, giornalista ed ex direttore de La Padania. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha espresso l’intenzione di candidarsi per la guida della Regione Veneto, anche a costo di competere con il governatore leghista uscente Luca Zaia. Un caso che rischia di bloccare la rapida ascesa della Lega nord.

 

Qual è il vero significato della “ribellione” di Tosi?

Quella di Tosi è una sfida molto importante perché la posta in gioco è la leadership del centrodestra. Rappresenta inoltre la prima vera “bomba” posta sotto la sedia di Salvini come leader sia della Lega sia del centrodestra. Tosi sta facendo un’operazione poco pulita per conto di Berlusconi.

 

In che senso è “poco pulita”?

Tosi è un leghista e quindi deve accettare la ricandidatura del governatore uscente del Veneto e non può andare contro le decisioni del suo segretario. Se Salvini perde questa battaglia, è chiaro che perde la sua leadership del centrodestra.

 

Che cosa accadrà secondo lei?

Se Tosi si candida, le elezioni in Veneto diventeranno un referendum con valenza nazionale. I voti di Zaia sarebbero quelli che può prendere Salvini come leader del centrodestra, i voti di Tosi corrisponderebbero ai resti di Forza Italia e di Ncd. Quello di Zaia contro Tosi è un referendum che non fa comodo a Salvini, perché la posta in palio è troppo alta.

 

Ma Berlusconi non sembrava essersi riavvicinato alla Lega nord?

Berlusconi chiaramente deve essere rimasto scosso dalla cena con Salvini ad Arcore. Salvini non è obbediente nei confronti del Cavaliere e non si è dimostrato certo un prono suddito, estasiato da quello che lo chef Michele cucina nella villa del Cavaliere. Né fa come il milanista Maroni, che baciò la Coppa dei Campioni per poi restare deluso nello scoprire che era solo una copia, in quanto l’originale lo conserva l’Uefa. Salvini ha la sua linea, la segue fino alla morte, il partito gli va dietro e soprattutto ha dalla sua i sondaggi. Berlusconi ha visto i sondaggi e si è convinto del fatto che Salvini vada disinnescato al più presto. L’operazione è geniale, perché non neutralizza Salvini con una candidatura di Forza Italia o della società civile di destra, ma addirittura con un sindaco leghista.

 

Tosi ha le carte per battere Zaia?


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