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VITTADINI/ Una Buona scuola anche se è privata

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

E' davvero arrivato il momento di dare una svolta. Non con grandi rivoluzioni, ma ad esempio a partire da una sperimentazione controllata, che preveda una autonomia piena, didattica, organizzativa e finanziaria delle scuole statali. E, per chi frequenta le paritarie, estendendo metodi di finanziamento già condivisi tra le diverse forze politiche, quali i voucher, i buoni scuola o altri contributi alle famiglie (attivi in diverse regioni tra cui Toscana, Emilia, Lombardia) e prevedendo la detraibilità fiscale delle rette pagate dalle famiglie. Questo permetterebbe senza traumi di continuare sul piano economico la strada intrapresa da Berlinguer su quello giuridico. E sarebbe un riconoscimento per i 2 miliardi e 680 milioni di euro che lo Stato risparmia grazie all'esistenza delle scuole paritarie con il loro milione di studenti. Nell'orizzonte delle riforme verso cui deve avviarsi il nostro Paese questo nuovo approccio alla scuola, prima o poi, dovrà essere intrapreso.

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COMMENTI
24/02/2015 - Sogno proibito? (Giuseppe Crippa)

Perché non sognare che lo Stato faccia in futuro un passo indietro e rinunci all’imposizione del valore legale ai titoli di studio? E’ una sciocchezza? Non pareva così neppure a Luigi Einaudi, che scrisse: "Vanità dei titoli di studio" in: Scritti di sociologia e politica in onore di Luigi Sturzo (1947) e "Per l’abolizione del valore legale del titolo di studio", in: Scuola e Libertà (1955).

 
24/02/2015 - I mulini a vento (nicola mastronardi)

Una riforma senza coraggio, perché solo la parità giuridica senza la parità economica è un inganno, quello che bisogna migliorare è il sistema scuola nella quasi sua totalità, vedi, come dice giustamente lei, in quasi tutti gli altri paesi della comunità europea dove c'è libertà di scelta e libertà di educazione la scuola funziona meglio che nel nostro paese, ma toccando questo tasto in Italia si va a toccare un sistema corporativo protetto dai sindacati. La vera riforma è abbattere il monopolio dello stato, ma questa è una rivoluzione contro i mulini a vento. Infatti Renzi è riformista con Marchionne e conservatore rispetto agli apparati dello stato, infatti l'art 18 vale solo nel privato e non nella pubblica amministrazione. Chi dovrebbe battere un colpo, come diceva giustamente ieri il prof. Roberto Pasolini in un suo articolo, sono i politici che durante la campagna elettorale hanno fatto della scuola paritaria un loro manifesto politico, ma bisogna far capire al popolo che questo non è un interesse per pochi ma è un interesse per il nostro paese e per il suo futuro.

 
24/02/2015 - commento (francesco taddei)

il signor vittadini omette di dire che anche con i magici voucher non tutte le famiglie possono pagare la parte non coperta. e rimangono scuole per pochi. o libero e gratuito accesso per tutti (servizio pubblico oggi solo statale) o tante balle.