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LEGGE SUI MAGISTRATI/ Una rivoluzione che mette fine a Tangentopoli

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Il paragone non è calzante: il fenomeno della medicina difensiva è determinato principalmente dal rischio penale dell'errore colposo in cui può incappare il medico, non dall'azione civile (peraltro, normalmente risolta dalle coperture assicurative): chi scrive è convinto che la sanzione penale in materia di responsabilità professionale colposa debba essere limitata ai casi di lesioni gravissime o di evento letale, ma deve essere assolutamente salvaguardata la possibilità per il cittadino danneggiato di ricevere il giusto risarcimento del danno in caso di errore professionale del medico, di qualunque entità esso sia. Lo stesso vale, da oggi, anche per il magistrato, seppur con molte più limitazioni: responsabilità indiretta, limite di rivalsa da parte dello Stato, errore dovuto a dolo o colpa grave (che con la nuova legge include anche il travisamento del fatto o delle prove).

Certamente si dovrà valutare l'impatto reale della nuova norma sull'operato dei magistrati e, forse, introdurre una norma equilibratrice che punisca l'azione temeraria di chi vuole intimidire il giudice con lo "spauracchio" del risarcimento; ma ciò non toglie nulla all'importante svolta che segna questo provvedimento legislativo, che va nell'ottica di un riequilibrio complessivo dei poteri di cui la nostra Italia ha grande necessità.   

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