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CAOS RIFORME/ Formica: da Rai a Enel, l’"uomo solo al comando" è senza progetto

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

La questione è che manca un progetto. Noi non sappiamo se si va verso una totale dismissione della partecipazione pubblica e quali sono le regole perché il mercato sia liberalizzato nel contesto di un gioco libero e democratico. La questione rimasta irrisolta nell’Italia degli ultimi 20 anni è la differenza tra liberalizzazioni e privatizzazioni.

 

Qual è la sua valutazione prospettica delle privatizzazioni degli anni ’90 a partire da Telecom?

Bisogna esaminare il contesto degli anni ‘90, allora il problema era un altro. Il tentativo fu quello di chiudere la vicenda della larga gestione pubblica di vasti settori dell’economia. Si immaginò anche da parte delle menti più illuminate e della stessa Banca d’Italia che fosse importante procedere a una dismissione, che poi avrebbe creato la necessità di introdurre le regole di una liberalizzazione.

 

In questo momento la priorità è tagliare le tasse o dare seguito alla spending review?

Si può fare tutto, ma ci vuole coerenza politica, non l’improvvisazione dei provvedimenti. Oggi in Italia manca una politica di adeguamento alle tendenze liberistiche prevalenti in Europa, in quanto si preferisce la tutela di corporazioni e di interessi consolidati. Ciò che si preferisce fare è un’episodica introduzione di norme liberalizzatrici. Si sente l’assenza di una strategia politica generale, perché non c’è il luogo dell’elaborazione e della discussione. La fine dei partiti politici ha portato alla distruzione del momento in cui si discute dell’organicità delle proposte. Renzi oramai gode non solo del vuoto generale del sistema politico, ma di un’assenza del suo partito. Il Pd è senza pensiero e senza orientamento, ciò che restano sono solo mugugni.

 

Nel Pd vede solo gregari di Renzi o c’è qualche personaggio di spessore?

Se non c’è una dialettica interna è meglio che il Pd sia sciolto. Facciano i comitati elettorali alla vigilia delle elezioni. A che cosa serve tenere in piedi un partito che non discute e che non fa proposte autonome, ma che si limita a ricevere il foglio d’ordine da Palazzo Chigi? Un partito così è inutile. E se è inutile il partito di governo, immaginiamoci gli altri che sono ormai ridotti a escrescenze patologiche.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
28/02/2015 - Caos e riforme (alberto servi)

Non è accettabile avere richiami ad un’assenza di “strategia politica”, “una politica di adeguamento” o la denuncia della fibrillazione della minoranza del PD che malgrado minoranza non accetta la dialettica interna e suggerisce addirittura lo scioglimento del partito. Formica è sempre quello che dall’alto della sua posizione di potere giustificava la caduta del DC-9 ITAVIA con la scarsa manutenzione.. Le interviste dell’ex ministro sono la fotografia del perché siamo precipitati così in basso.

 
27/02/2015 - uricemia (Santino Camonita)

Quando leggo le interviste a Rino Formica la mia uricemia sale alle stelle!E' stato a suo tempo un uomo di potere, perchè non ha realizzato quello che adesso grida ai quattro venti, accusando ora Renzi di essere un antidemocratico?Certo ai tempi della prima repubblica c'era così tanta democrazia che comandavano tutti(anche i partiti con percentuali da prefisso telefonico) e quindi tutti avevano diritto di veto!Il risultato di questo " potere democratico con tanti uomini al comando" è sotto gli occhi di tutti…Per non parlare poi delle idee strampalate di Rino Formica. Il 1^ Marzo 1992 apparve su Repubblica un suo articolo dove proponeva, per contrastare la piaga del contrabbando, di assumere nella pubblica amministrazione gli addetti al settore!!!.Credo che Formica nutra una certa invidia per Renzi, ma come scriveva Oscar Wilde," L’invidia è quel sentimento che nasce nell’istante in cui ci si assume la consapevolezza di essere dei falliti".