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BERSANI vs RENZI/ Caldarola: nel Pd per la prima volta c'è aria di scissione

Pubblicazione:sabato 28 febbraio 2015

Pier Luigi Bersani (Infophoto) Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Finora va tutta in ordine sparso, con sospetti e diffidenze reciproche. Si sente parlare della voglia di creare un partito più a sinistra del Pd, ma ci sono molti galli nel pollaio. C’è Vendola, c’è il protagonismo di Landini, c’è lo stesso Bersani che fino a oggi aveva rappresentato un punto di equilibrio ma che ora sembra avere assunto una posizione più dura.

 

Questa fronda sarebbe in grado di esprimere una reale alternativa politica?

Questa fronda è un fatto minoritario, e poi se guardiamo ai fenomeni europei ci accorgiamo che le bolle elettorali si stanno creando attorno a formazioni di destra o di tipo qualunquista. Syriza in Grecia e Podemos in Spagna, pur essendo di sinistra, si presentano come formazioni del tutto nuove e con personale politico altrettanto nuovo. Finché la sinistra italiana non troverà un leader più giovane di Renzi non ci sarà partita a meno che il premier non sbagli qualcosa. Il paradosso è che siamo di fronte alla classica situazione in cui si può vincere contro la squadra di Renzi solo se quest’ultima si fa due o tre autogol.

 

Lei che cosa ne pensa delle accuse a Renzi di costituire un’anomalia all’interno della stessa democrazia?

Siamo di fronte a un leaderismo molto spinto, forse il più accentuato che abbiamo mai conosciuto, di certo più marcato rispetto a Craxi e allo stesso Berlusconi. In questo senso siamo di fronte a una mutazione del tema della rappresentanza. C’è un pericolo per quanto riguarda la conformazione istituzionale, che porta a pensare che un’unica forza politica a un certo momento si trovi ad avere un consenso maggioritario acchiappatutto. Però è anche vero che questa stessa forza politica può perdere tutto alle elezioni successive.

 

(Pietro Vernizzi)



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