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Politica

DISCORSO MATTARELLA/ Violante: Sergio non farà da contropotere a Renzi

Luciano ViolanteLuciano Violante

Non ho molta fiducia in queste rilevazioni, magari tra sei mesi cambierà tutto: sono gli umori del momento. Il presidente Renzi è al governo da molti mesi ed evidentemente dopo il primo entusiasmo ci sono dei raffreddamenti per qualche scelta non condivisa. Deriva da qui un calo della sua popolarità e del suo consenso. Il presidente Mattarella si è insediato ieri, e immagino quindi che non ci sia nessuna critica da fargli.

 

Mattarella ha sottolineato l’importanza dell’unità nazionale. E’ un valore che negli ultimi decenni è stato trascurato?

L’unità nazionale è stata richiamata dal presidente Mattarella tanto nel discorso alla Camera quanto in quello al Quirinale. L’idea è quella di superare la frantumazione sociale, le contrapposizioni e le divisioni. Richiamare l’unità nazionale è porsi come garante di questo processo, una funzione che spetta del resto al presidente della Repubblica in quanto tale.

 

Lei come legge l’importanza attribuita dal presidente Mattarella ai corpi intermedi?

Sono del tutto d’accordo con il fatto di valorizzare i corpi intermedi. Senza corpi intermedi si va verso posizioni di tipo populistico e demagogico, basate su un rapporto diretto tra il capo e il popolo, che sono poi l’anticamera di processi di degenerazione antidemocratica.

 

Un altro tema del discorso del capo dello Stato è stato quello della coesione sociale. Come va rilanciata concretamente?

In primo luogo occorre richiamare come fa il presidente della Repubblica il tema dell’unità nella solidarietà quale valore fondamentale. Bisogna inoltre venire incontro ai soggetti più deboli, che sono i veri protagonisti del discorso di Sergio Mattarella.

 

(Pietro Vernizzi)

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