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MATTARELLA POST/ Sardo: ci difenderà dalla minaccia dei poteri "grigi"

Pubblicazione:mercoledì 4 febbraio 2015

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Traspare l’idea di un Parlamento che deve recuperare il suo ruolo. Mattarella è un docente di Diritto parlamentare, e nessuno può immaginare che la fuga del potere dalle istituzioni democratiche nazionali e la crisi della sovranità nazionale si possano superate assegnando semplicemente i poteri al governo. Il Parlamento è una componente decisiva e deve ritrovare una forma vitale. Certamente negli ultimi anni il Parlamento ha perso molto smalto.

 

Mattarella ha parlato anche di riforma costituzionale e legge elettorale. Secondo lei il presidente è soddisfatto dei testi approvati finora?

Sto ai fatti: il capo dello Stato ha detto che le riforme vanno realizzate. In passato del resto lo stesso Mattarella dopo i primi anni ’90 ha sempre lavorato per completare questo quadro di riforme. Da presidente della Repubblica non si farà scappare la possibilità di condurre in porto le riforme entro il termine della legislatura. Farà anche sentire la sua voce nei modi discreti che predilige, contribuendo a migliorare le stesse riforme. La legge elettorale del resto ha già fatto dei passi avanti rispetto al testo originario.

 

Secondo Piepoli il consenso iniziale di Mattarella è del 75%, contro il 50% di Renzi. Come valuta questo dato?

E’ bene che il presidente della Repubblica abbia un consenso molto vasto. Dobbiamo tenere conto del fatto che prima della sua elezione, Mattarella non era conosciuto da molti. Il dato di Piepoli indica che il presidente della Repubblica non è visto come parte di una competizione politica. Un capo del governo non può avere il consenso al 75%, altrimenti saremmo un Paese malato.

 

Mattarella dovrà tutelare il Parlamento anche dalla propensione a “smontare” le leggi dimostrata in alcuni casi dalla Corte costituzionale?

Noi assistiamo a una grande trasformazione dei poteri. A 70 anni dalla Costituzione e in questo processo di interdipendenza europea, noi stiamo assistendo a fenomeni di enorme portata. La crescita dei poteri delle Corti e in genere la crescita dei poteri neutri è un fenomeno che non riguarda soltanto l’Italia. La decisione politica sta perdendo peso verso altre forme di potere più “anonime”, anche a causa della frammentazione legislativa tra Stato, Europa e Regioni. La politica in particolare sta perdendo la capacità di guidare i processi economici. Sono fenomeni epocali del diritto che hanno degli aspetti discutibili. Mattarella è stato nella Consulta, nella politica e nelle istituzioni, e sa che va ricostruito un equilibrio che è andato perduto.

 

(Pietro Vernizzi)



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