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SCENARIO/ Folli: l'ultimo bluff di Renzi e Berlusconi

Pubblicazione:giovedì 5 febbraio 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

“Berlusconi voterà sì alle riforme istituzionali non per fare un piacere a Renzi ma a se stesso”. Ne è convinto Stefano Folli, editorialista di Repubblica, nonostante le polemiche tra Pd e Forza Italia che dopo l’elezione del nuovo capo dello Stato si sono fatte sempre più feroci. Ieri l’europarlamentare azzurro, Giovanni Toti, ha rimarcato che “il patto del Nazareno così come lo avevamo interpretato fino ad oggi noi lo riteniamo rotto”, aggiungendo che sulle riforme “noi non ci sentiamo legati a condividere un percorso nel suo totale perché quel totale prevedeva un presupposto fondamentale che era: sulle istituzioni si sceglie insieme e dunque anche sul capo dello Stato”. Il vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, gli ha risposto che “se il patto del Nazareno è finito, meglio così. La strada delle riforme sarà più semplice. Arrivare al 2018 senza Brunetta e Berlusconi per noi è molto meglio".

 

In una precedente intervista lei aveva detto che l’elezione di Mattarella avrebbe rafforzato il Nazareno, ora si dice che il Patto si è rotto. E’ la realtà o sono solo schermaglie?

E’ chiaro che nel momento in cui il Patto non funziona per accordi di sistema, si segna una battuta d’arresto. L’idea di Berlusconi però era che di fatto il presidente della Repubblica lo sceglieva lui. Era troppo per un patto così asimmetrico, con un Pd così forte e Forza Italia così debole. E’ quindi tutto un equivoco. Il Patto si è rotto nel momento in cui Renzi ha detto che il capo dello Stato lo sceglieva lui e non Berlusconi. Ora Toti non fa altro che prendere atto della realtà.

 

Che cosa rimane del Patto del Nazareno?

Ciò che rimane è votare insieme alcune riforme e Berlusconi lo farà. Che cosa potrebbe fare del resto? Non può certo dire che non gli va più bene il monocameralismo. La stessa legge elettorale con il premio di lista era una vecchia proposta del centrodestra.

 

In questo momento però il premio di lista per Renzi è un’”assicurazione sulla vita”…

Naturalmente Renzi ha usato questa parte dell’Italicum contro Berlusconi, in maniera tatticamente astuta. Ma ormai Forza Italia l’ha votata al Senato, Forza Italia ha i numeri per votarla da solo, e quindi parlare di una “rottura” del Patto del Nazareno non vuole dire niente. Votando le riforme Forza Italia non fa un piacere a Renzi, che a questo punto non ne ha più bisogno, bensì a se stessa per non uscire completamente dal circuito delle decisioni che contano.

 

Adesso Renzi si sposta più a sinistra?

In un certo senso sì, ma soltanto dal punto di vista degli equilibri parlamentari. Nei fatti continuerà con la sua strategia, che è quella di prendere i voti anche dei moderati.

 

Questo gioco gli riuscirà ancora a lungo?


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