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SONDAGGI/ Piepoli: Mattarella? Stacca di 25 punti Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Sul gradimento di Renzi ha giocato di un punto, facendolo passare dal 49% al 50%. Su quello di Berlusconi ha inciso invece di due punti, facendolo scendere dal 21% al 19%.

 

Ha inciso tutto sommato poco per una partita così importante…

La gente ha già deciso in anticipo come giudicare i grandi leader. I trend sono molto stabili, non variano di settimana in settimana in modo esponenziale. Nell’arco di una settimana di solito non variano di più di un punto percentuale. Sono molto pochi i trend in precipitosa discesa o in grande salita.

 

Lei come si spiega il 14% di Beppe Grillo?

Il 14% di Beppe Grillo significa che non gode nemmeno della fiducia di tutti gli elettori dell’M5S, perché ha un indicatore della fiducia personale che è inferiore anche a quello delle intenzioni di voto, pari al 18%. Sono fenomeni normali, anche quando c’era Umberto Bossi era sempre così.

 

Eppure stiamo parlando di due leader carismatici e forti, Grillo e Bossi…

Sì, ma il dato di fatto è che Grillo non è forte nemmeno tra i suoi stessi adepti.

 

E’ una figura che divide anziché unire?

Esattamente. Mentre per esempio Salvini sale bene, ed è superiore di 10 punti rispetto al suo partito. Il leader della Lega ha una forza unificatrice, si sente che è sicuro di sé e questo dà sicurezza agli interlocutori. E Grillo non dà sicurezza? Grillo è schizofrenico, dà più il sentimento della divisione mentale che dell’unità.

 

(Pietro Vernizzi)



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