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SCENARIO/ Formica: Mattarella? E' la "condanna" di Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

E' fondamentale, perché le culture politiche che hanno fatto la Repubblica italiana sono tutte morte, meno quella o quelle del movimento cattolico o di uno dei suoi filoni, che dir si voglia.

Indubbiamente Mattarella appartiene a una di queste.
In Mattarella vive sicuramente quella tradizione del cattolicesimo democratico che assomma Dossetti e Moro. In questo senso, il nuovo presidente è un esempio tipico di sodalizio tra pensiero politico e agire politico.

Secondo lei che cosa ha indotto Renzi a optare per il nome di Mattarella e a blindarlo "fino alla fine"?
Renzi lo ha subìto.

Subìto? E da chi?
Io non credo che all'estero fossero molto preoccupati dell'influenza di Berlusconi… Per lui si parla di viale del tramonto, ma la fine di Berlusconi riguarda al più le strade, anzi i vicoli italiani. Poteva esserci sì una preoccupazione delle cancellerie sulla situazione italiana e sul nostro orientamento politico, c'è stata sempre. Ma credo che fossero indifferenti sia verso Amato che verso Mattarella. Entrambi garantivano la nostra posizione tradizionale.

Formica, subìto da chi?
…l'influenza potrebbe essere stata molto potente… Guardi, nel discorso di Mattarella c'è un solido riferimento ai principi sociali della Carta costituzionale, ma non c'è una parola che riguardi i partiti politici. C'è un'altra cosa importante, ed è il riferimento ai giovani, innanzitutto ai giovani che stanno in Parlamento. Saranno innanzitutto loro ad attuare la Costituzione nei suoi princìpi. Questi giovani parlamentari non sono la Boschi e i suoi amici, che sono figli della nomenclatura la quale non è mai citata nella sua versione organizzata ossia il partito politico. Sono quel movimento che ha superato i partiti politici, sono i grillini.

E come è avvenuta la svolta che ha convinto Renzi a buttarsi su Mattarella?
E' accaduto quando si è arrivati all'opzione del presidente politico. Il candidato ideale per Renzi e per tutti i pattisti del Nazareno era una figura debole politicamente, ma questo nella situazione presente non era accettabile e allora si è pensato di fare ricorso a un tecnico. L'uomo era Padoan. Ma quando si è scelto il politico, chi poteva garantire l'unità del Pd erano Amato o Mattarella. E qualcuno più forte di Renzi ha detto Mattarella.

Ma Mattarella perché?
Storicamente e logicamente appartiene ad un'area politico-culturale forte che è l'unico possibile sostegno, oggi, in Italia, di una repubblica senza partiti.

Un'area politico-culturale minoritaria che è comunque parte integrante dello stesso Pd.
Non lo so se è minoritaria; anzi, secondo me sta diventando maggioritaria, anche perché nella cultura della sinistra tradizionale propria del Pd prevale uno spirito dimissionario. 

Diceva della repubblica senza partiti.
Una repubblica senza partiti in Italia ha solo due pilastri: la Chiesa e i carabinieri. 

Ciò detto, non fa ancora i nomi.
Non ha importanza. Vede, quando parliamo della Chiesa ci riferiamo a un mondo. Parlare di persone è un non senso, è perfino contraddittorio.

(Federico Ferraù)




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COMMENTI
06/02/2015 - Niente condanne, solo soluzioni (claudia mazzola)

Non so come mai ho sempre questa fiducia negli uomini, sono certa che Renzi e Mattarella ci faranno grandi sorprese.

 
06/02/2015 - Caspita! (Luigi PATRINI)

Caspita, che analisi acuta questa di Formica! Davvero interessante e preoccupante... Però è molto veritiera, almeno sembra davvero veritiera e quasi profetica: la fine dei partiti, cioè degli organi intermedi tra il singolo individuo e l'Istituzione socio-politica! L'impressione è proprio che i partiti abbiano fatto il loro tempo; con cosa sostituirli? Questo è il problema. Senza "corpi" intermedi organizzati la Dittatura è più facile. Ho sempre pensato che sarebbe obbligatorio costringere i cittadini ad iscriversi ad un partito, a quello che vogliono: scelgano liberamente, ma scelgano! Capisco benissimo i rischi di una simile prospettiva: sarebbe quasi certamente peggio di adesso e di quel che ci aspetta. Forse è la giusta punizione di chi ha voluto la libertà, ma non ha saputo usarla. E' il dramma di una società intrisa di valori cristiani: abbiamo dimenticato che Essere liberi, per il cristiano è un dovere: non siamo liberi di essere liberi, perché il cristiano ha il dovere 1) di essere libero, ma, 2) di non dimenticare mai che per essere liberi occorre stare nella Verità! Purtroppo (anzi: per fortuna!) solo dalla Chiesa potremo essere salvati. Non dimentichiamolo e noi, cari amici cristiani, testimoniamo che è così e che è proprio bello che sia così!

 
06/02/2015 - commento (francesco taddei)

con il nuovo regime dei minimi delle partite iva, voluto dall'agenzia delle entrate (orlandi) ci sarà lo sterminio dei lavoratori autonomi, per la gioia dei sindacati. e i politici prendono il vitalizio. giovani italiani fuggite finchè siete in tempo!