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SCENARIO/ Caldarola: Renzi punta dritto alle elezioni anticipate

Matteo Renzi Matteo Renzi

Esempi simili possono essere trovati in Giappone con il Partito Liberal Democratico e in Messico con il Partito Rivoluzionario Istituzionale. La Dc era un’altra cosa perché rappresentava, come dicevo, un partito inclusivo, che dove vedeva un movimento di popolo tendeva ad andargli incontro e a riassumerlo al suo interno. Renzi invece ha in mente una formazione nella quale ci sia spazio soprattutto per le culture che definirei di “sinistra-destra”.

 

E sarebbero?

Si tratta di quelle culture impostate sul criterio generazionale e sul superamento delle ideologie e della dicotomia destra-sinistra. In questo momento il Pd di Renzi è una forza che rompe antichi assetti e che sta sfasciando vecchi partiti: ha rotto le ossa agli ex comunisti, sta spezzando le reni a Forza Italia. L’elemento “caterpillar” è dominante, si vede assai poco quello costruttivo. Forse lo si vedrà più avanti, e se non sarà così sarà un bel problema sia per Renzi sia per l’Italia.

 

La sinistra Pd potrebbe rompere con Renzi sui capilista nell’Italicum?

Sulla legge elettorale ci può essere una rottura vera tra Renzi e la sinistra di Bersani e D’Alema. Siccome al premier possono mancare i voti di Forza Italia, il viaggio dell’Italicum può diventare molto complicato. Renzi ha già dimostrato di non essere innamorato di questa legge elettorale, e può anche adattare la proposta in relazione alla maggioranza disponibile. In quanto ad abilità nel giocare con i numeri parlamentari Renzi ha superato lo stesso Massimo D’Alema. Se una parte dei deputati del Pd decidessero di non votare la sua legge elettorale, non ho dubbi che lui scatenerebbe i suoi per trovare da qualche parte altri 20 deputati.

 

Renzi sta pensando anche alle elezioni anticipate?

Sì. Non immediatamente, perché sarebbe uno sgarbo verso il nuovo presidente della Repubblica che andrà un po’ convinto con il tempo. Il voto anticipato permetterebbe a Renzi di capitalizzare i segnali di miglioramento economico, le sue vittorie tattiche, compresa quella del Quirinale, e lo scompaginamento dei suoi avversari.

 

Qual è il senso politico dell’operazione frequenze Tv?

Sia sul terreno fiscale sia su quello delle tv Renzi sta facendo con Berlusconi il gioco del gatto con il topo. Berlusconi in questo momento con un salto indietro di oltre 20 anni è interessato al destino del suo impero piuttosto che al partito che ha fondato. Renzi ha capito che lì c’è un punto di debolezza, usa bastone e carota e dopo il voto per il Quirinale più il bastone che la carota. Con il tempo però riprenderà anche a dare qualche contentino al leader di FI.

 

(Pietro Vernizzi)

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