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CONGRESSO FNSI/ "Tutelati e precari nel giornalismo che cambia"

Raffaele Lorusso (Immagine dal web) Raffaele Lorusso (Immagine dal web)

Al congresso forse ero distratto ma non ho colto ricette nuove: ci si prepara a parare i colpi della crisi e questa comunque è una funzione seria e importante. Il sindacato tutela essenzialmente gli assunti e fa quello che può. Precari e free lance si organizzano come possono. Si sta andando verso una crescita del lavoro autonomo. Rappresentanza e tutela degli interessi del giornalismo italiano si reggono oggi sulla filiera Odg-Inpgi-Casagit-Fnsi. Ma in un mercato in crisi e con un esercito di colleghi non garantiti l’unica cosa che potrà resistere è il lavoro (in tutte le sue nuove forme anche a quelle che ci costringeranno le aziende nelle loro ristrutturazioni): anche il sindacato – se vorrà – potrà resistere e contare. Le altre istituzioni temo potranno anche sparire o essere assorbite dalla previdenza e sanità pubblica.

 

Il governo ha confermato l’attenzione espressa dal decreto Lotti: quali saranno gli sviluppi prevedibili?

Il congresso ha espresso “preoccupazione” (perché doveva imbarcare nella maggioranza chi si era detto opposto al contratto) ma non ha detto di essere contrario alla linea del governo su questo tema. E’ una linea saggia aperta al confronto. Il sottosegretario Lotti ha mandato un telegramma in cui giudica positivamente i risultati su equo compenso e assunzioni incentivate. Ma ora viene il bello perché dobbiamo discutere di riforma dell’editoria e il governo andrà avanti. Modi un po’ spicci - certo - ma utili a dare la sveglia tutti noi.

(Antonio Quaglio)

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