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Politica

CONGRESSO FNSI/ "Tutelati e precari nel giornalismo che cambia"

A Chanciano il sindacato dei giornalisti ha rinnovato i vertici in un congresso di passaggio durante la crisi dell'editoria. L'analisi di PAOLO TROMBIN (Tg5 e Assostampa romana)

Raffaele Lorusso (Immagine dal web)Raffaele Lorusso (Immagine dal web)

Un congresso di passaggio. Utile a confermare il ruolo della Fnsi come soggetto imprescindibile di rappresentanza - non solo sindacale - di tutti gli interessi della comunità giornalistica italiana in un momento di crisi senza precedenti. Ma anche un bagno di realismo - altrettanto utile - nelle nuove e più vaste aree del giornalismo "poco tutelato" e delle aziende editoriali che pongono le redazioni di fronte a conti economici premuti dalla recessione in misura ormai non più sostenibile. Paolo Trombin, caposervizio del Tg5, ha partecipato al congresso Fnsi di Chianciano come delegato dell'Associazione della stampa romana. Gli abbiamo chiesto alcune impressioni.

Che voto dai al congresso in termini di elaborazione culturale, professionale, sindacale?

L'esito secondo me è positivo, voto 7. Con l’elezione del segretario Massimo Lo Russo e del presidente Santo della Volpe il congresso ha accolto il risultato della firma del contratto da parte della segreteria uscente di Franco Siddi. A Roma - dove anch'io opero in campo sindacale - la componente di Autonomia e Solidarietà e l’Usigrai hanno fatto una campagna e un referendum contro il contratto ma alla fine hanno accolto i contenuti del documento di maggioranza: il realismo fa parte della dialettica sindacale, dopo un confronto anche aperto, deve prevalere la realtà. L'ultimo contratto difende la categoria in un momento difficile – come ha scritto il direttore della Fnsi Tartaglia - e da questo bisogna ripartire per gestire una situazione drammatica, comune a tutti: chi è giornalista e chi vuole diventarlo; chi lo fa in una situazione stabile, da precario o da free lance.

"Articoli 1 e 2" e "precari": a Chianciano hai trovato una comunità giornalistica compatta o divisa? Concentrata a sui "tutelati" o aperta a tutti quelli che fanno giornalismo oggi?

Il confronto tra free lance e giornalisti assunti a tempo indeterminato diventa anche contrapposizione di interessi. Il sindacato tenta di ricucire ma non riesce sempre a rappresentare e gestire tutte le situazioni di tensione e conflitto tra garantiti e non. E' un fatto: ma l'attività sindacale non vive solo di un congresso. E' un cammino.

Insistiamo: in molte redazioni si stanno aprendo da tempo crepe: vecchi/giovani; tutelati/precari oppure tutelati di seria A e tutelati di serie B....

Nella Fnsi le mediazioni vengono sempre trovate. Lo impone anche il meccanismo della rappresentanza che assegna ai territori un ruolo importante mentre Roma, Milano o altre importanti realtà sono spesso politicamente o culturalmente divise. Il sindacato unico che coltiva un rapporto unitario con Cgil-Cisl-Uil resta la strada migliore per tutelare l’informazione e i giornalisti. Non bisogna approfondire le spaccature tra le confederazioni su temi come l’articolo 18 e la recente riforma del mercato del lavoro. Anche nei mesi scorsi abbiamo rischiato pesanti divisioni.