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NUOVO SENATO/ Barbera: bene il referendum, non la "tutela" della Consulta

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La seconda camera o è espressione dei ceti aristocratici, come la Camera dei lord inglese o il vecchio Senato regio, o è espressione delle entità decentrate come in Francia, Germania e Spagna. Certo l’assenza dei governatori può indebolire la presenza delle Regioni al Senato, ma è anche vero che i consigli regionali non mancheranno di eleggerli.La presenza di un Sindaco eletto da ciascun Consiglio regionale potrebbe essere utile per far sì che comuni e Regioni possano sentirsi meno estranei fra loro”.

 

 Un tema di cui si è molto discusso è quello dell’immunità dei senatori. Lei come lo vede?

Se il Senato è una seconda camera deve avere le stesse prerogative della prima. Nell’attuale clima giustizialista è stato molto enfatizzato questo tema. Per evitare strumentalizzazioni si poteva anche evitare di attribuire l’immunità ai senatori, ma ritengo che comunque sia stata fatta una scelta coerente con altre esperienze costituzionali.

 

La riforma del Titolo V è stata accusata di essere troppo centralista. E’ davvero così?

Nel 2001 c’era stata un’estremizzazione autonomistica fino ad abolire il limite degli interessi nazionali e adesso si stanno un po'’ tirando i remi in barca. Il federalismo è stata un’ubriacatura collettiva dalla quale l’Italia si sta risvegliando. Anche qui ci sono dei particolari della riforma che potrebbero essere scritti meglio, ci sono delle parti che potrebbero essere più equilibrate, ma complessivamente non si potevano non ri-centralizzare alcune funzioni. D’altro canto la attenuazione di alcune competenze regionali è decisamente compensata dalla presenza delle Regioni nel cuore stesso del potere legislativo nazionale .

 

Nel complesso la ritiene una riforma coerente?

Contrariamente a quanto si sente dire in giro non c’è nessuna improvvisazione, anzi sono i progetti attorno a cui si è discusso per quasi 40 anni. Ci sono alcuni particolari di questa riforma che non mi convincono, ma complessivamente è un progetto che trovo non improvvisato, coerente con le altre democrazie occidentali e atteso da tanti anni.

 

Quali sono i particolari della riforma che non la convincono?

Non avrei dato la piena competenza sulle leggi costituzionali al Senato. Il testo inoltre prevede che una legge elettorale approvata dal parlamento, su ricorso di un certo numero di parlamentari, possa essere sottoposta preventivamente alla Corte costituzionale. Ritengo che sia un’autoumiliazione della politica del tutto non necessaria.

 

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l’attuale legge elettorale. Significa che è illegittimo lo stesso Parlamento?