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Politica

MEZZE RIFORME/ Pasquino: un pasticcio che aiuta (solo) Renzi

Per GIANFRANCO PASQUINO, la riforma è il più grande pasticcio che si potesse immaginare. La vera cifra della legge approvata ieri non è l’assenza di democrazia ma l’assenza di un progetto

Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme (Infophoto)Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme (Infophoto)

“Questa riforma costituzionale è il più grande pasticcio che si potesse immaginare. La vera cifra della legge approvata ieri dalla Camera non è l’assenza di democrazia ma l’assenza di un progetto”. E’ la chiave di lettura di Gianfranco Pasquino, professore di Scienza politica alla Johns Hopkins University di Bologna. Ieri dopo il voto alla Camera Renzi ha esultato su Twitter: “Voto riforme ok alla Camera. Un Paese più semplice e più giusto. Brava@meb, bravo @emanuelefiano, bravi tutti i deputati magg #lavoltabuona”.

Qual è il progetto complessivo che anima questa riforma costituzionale?

Il vero problema di questa riforma non è la sua maggiore o minore democraticità, bensì l’assenza di sistematicità. Il progetto non c’è. Nel caso del Senato l’indicazione di fondo era quella di risparmiare un po’ di soldi, ridurre il numero dei senatori ed eliminare il voto di fiducia. Ciò non cambia però il bicameralismo in tutti i suoi aspetti importanti. Se il Senato comunque dovrà affrontare la discussione dei disegni di legge, e in particolare le modifiche costituzionali, alcuni problemi si porranno.

Oltre a una sistematicità mancano anche pesi e contrappesi che caratterizzavano la Carta del ’48?

Dobbiamo chiederci se la Costituzione del ’48 non abbia esagerato con i pesi e i contrappesi. I comunisti volevano il monocameralismo, ma i democristiani sostennero il bicameralismo nel timore che il Parlamento prendesse decisioni sull’onda emotiva di singoli avvenimenti. Anche se ciò che avveniva è che nella seconda camera il governo recuperava gli errori che aveva fatto nella prima.

In che senso?

Poniamo che il governo sia battuto nel voto al Senato, poi alla Camera riesce ad avere la sua maggioranza perché compatta i ranghi e quando la legge torna a Palazzo Madama comunque l’esecutivo ha imparato la lezione e ha i numeri per farla passare.

Quindi si sbaglia chi afferma che questa è una riforma tutta sbilanciata a favore del governo?

No, non si sbaglia affatto. Alla Camera l’Italicum garantisce una maggioranza gonfiata dal premio, per di più con i capilista bloccati, e quindi questo sbilancia tutto a favore del governo. Il Senato interviene su poche materie, mentre a Montecitorio il governo potrà fare il bello e il cattivo tempo.

In fondo i capilista bloccati non sono una riedizione del vecchio uninominale?