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IL CASO/ Salvini da espellere: lo dice lo Statuto della Lega

Per ROBERTO LOCATELLI, il partito Lega Nord per l'Indipendenza della Padania è un vero fallimento. Salvini più che il "capitano" sembra il "liquidatore fallimentare" del partito

Matteo Salvini (infophoto) Matteo Salvini (infophoto)

È di questi giorni la querelle tra il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini e quello della Liga Veneta, Flavio Tosi, in merito alla composizione delle prossime liste elettorali per le imminenti elezioni nella Regione Veneto. Una disputa che si è giocata mediaticamente frapponendo l'uno all'altro le regole dello Statuto del partito; nella realtà tutta questa contesa nasconde, anche malamente, le reali intenzioni di potere e carriera politica dei due contendenti.

L'ha spuntata Salvini, non tanto perché avesse più ragioni del suo contendente, quanto perché è il più alto in grado dei due, e alla fine la pletora di dirigenti e "tirapiedi" di medio e alto livello nel partito hanno preso posizione a favore del più forte, di colui che gli può far fare una migliore carriera politica: l'attuale segretario federale della Lega Nord.

Ma più che occuparmi della vicenda che ha interessato i due, voglio soffermarmi sulla figura di Matteo Salvini e sul ruolo politico del partito Lega Nord per l'Indipendenza della Padania. Sì, perché se poco più di un anno fa il partito era accreditato al 3% a livello nazionale e solo dopo pochi mesi di dirigenza Salvini si è attestato al 6% alle scorse elezioni europee, ora i sondaggi vedono veleggiare la Lega ben oltre il 15% a livello nazionale e puntare persino al 20%. Un successo si dirà. Neanche per sogno, anzi, è un fallimento!

Un partito dovrebbe (il condizionale è d'obbligo, vista la degenerazione di questi apparati negli ultimi decenni) aggregare simpatizzanti, militanti ed elettori attorno a idee economico-sociali e identità socio-culturali, tali poi da caratterizzare in maniera precisa l'azione politica negli apparati amministrativi e burocratici. E se un partito è denominato Lega Nord per l'Indipendenza della Padania dovrebbe esprimere un'azione politica volta a ricercare pervicacemente l'indipendenza della Padania, sganciando una parte dell'attuale territorio italiano per costituire qualcosa di nuovo e di altro rispetto all'Italia.

Tanto più che l'articolo 1 dello Statuto del partito recita che "il Movimento […] ha per finalità il conseguimento dell'Indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana". Ora, alla luce di quanto scritto, come si colloca l'azione politica del leader Matteo Salvini? È in linea con l'art. 1 dello Statuto? Direi proprio di no, anzi sarebbe passibile di provvedimento d'espulsione dallo stesso.

Salvini si è da subito elevato a paladino dell'italianità, sostenendo che l'Italia o si salva tutta (dalla crisi economica) o non ci sarà speranza per nessuno, e chiede un ritorno alla lira in barba all'euro. Semplificando, l'attuale leader della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania si batte affinché ci si affratelli in un sol abbraccio Nord, Centro e Sud Italia, facendo a cazzotti con i Paesi della Mitteleuropa…una cosa mai sentita prima in trent'anni di politica leghista!

Nessun partito indipendentista d'Europa cerca di allontanarsi dall'Europa politica per abbracciare il proprio centralismo nazionalista; sbagliano scozzesi, catalani, baschi, bretoni, corsi, fiamminghi, o sbaglia l'attuale leader leghista ad aver trasformato un partito autonomista-indipendentista in un partito di estrema destra nazionalista?


COMMENTI
15/03/2015 - Forza Veneto! (Giuseppe Crippa)

Articolo davvero bello ed acuto nel proporre una lettura della Lega Nord coerente con la storia, ben più ricca di ombre che di luci, della Lega. Ovviamente a Salvini basterà cambiare lo statuto per “rientrare nella legalità” nel caso ne avesse bisogno ma mi auguro ci pensi Tosi – o meglio ci pensino i veneti, derubati da questo milanese-milanista della facoltà di decidere i propri rappresentanti – a ridimensionarlo quanto prima.