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Politica

CASO LUPI/ Violante: dimissioni? Basta con le strumentalizzazioni

Luciano Violante (Infophoto)Luciano Violante (Infophoto)

E' un rapporto a corrente alternata. Eppure non dovremmo dimenticarci del fatto che dal presidente del Senato, al presidente della commissione Affari costituzionali del Senato e ai presidenti della commissione Giustizia di Camera e Senato, al presidente dell'autorità anticorruzione sono tutti magistrati. La magistratura per un verso è spesso attaccata a torto, ma per altro verso costituisce un bacino di reclutamento quando serve una responsabilità particolarmente rilevante per il Paese.

 

Per Renzi nella sfida alla corruzione c'è bisogno innanzitutto di un "passaggio culturale ed educativo". E' veramente così?

Sì. Renzi ha perfettamente ragione. Pensare che la questione della corruzione si risolva con l'aumento delle pene è una stupidaggine, perché nessun corrotto pensa di finire in carcere. Sarebbe utile ridurre le pene nei confronti di chi parla.

 

Per quale motivo?

La corruzione crea un vincolo solidale tra chi corrompe e chi è corrotto; nessuno ha interesse a parlare perché sono puniti entrambi allo stesso modo. E' un vincolo che va spezzato. Vanno inoltre alleggeriti i "check-point" dei procedimenti amministrativi, perché ogni passaggio burocratico  è un potenziale fattore di corruzione. Le procedure semplici sono facili da controllare; quelle più  complesse favoriscono la corruzione. 

 

C'è un nodo appalti che andrebbe riformato?

Il nodo appalti c'è. Le autorità europee e l'Ocse hanno più volte insistito sugli appalti in quanto meccanismo tipico della corruzione. Dalla nomina della commissione che designa il vincitore delle gare, a tutti i meccanismi specifici delle procedure d'appalto, ci sarebbe molto da rivedere e molto da controllare.

 

Renzi ha detto che andrà avanti con il ddl Grasso sul falso in bilancio. E' la strada giusta?

Il disegno di legge sul falso in bilancio va bene. Se i bilanci di una società sono inattendibili, non ci sono investitori che scommettano su quell'azienda. Quando il falso in bilancio non è considerato un reato grave, diventa facile frodare sui bilanci. Tutto ciò scoraggia gli stranieri dall'investire nelle società italiane perché non si fidano.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
18/03/2015 - commento (francesco taddei)

un uomo che da venti anni intrallazza per sé e per i partiti, riconfermato dal sapiente lupi e difeso dall'istituzionale violante. la repubblica del malaffare è istituzionale. dov'è la trasparenza? dov'è l'onorabilità dello stato? i politici l'hanno gettata via e se glielo ricordi s'incazzano pure, difesi ed esibiti da questo giornale. complimenti.