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DIETRO LE QUINTE/ Le sinistre analogie tra il caso Lupi e Mastella

Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti (Infophoto) Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti (Infophoto)

I più maligni sottolineano alcune sinistre analogie fra questa situazione e il 2008. Allora il bersaglio dell'azione della magistratura fu il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Anche allora le inchieste coinvolsero i familiari. E anche allora si trattava di un partito, l'Udeur, che — per quanto piccolo — era decisivo per la sopravvivenza del governo. 

La storia si potrebbe ripetere? In astratto sì. Del resto, Nuovo Centrodestra non può nemmeno continuare a incassare ceffoni, dopo le dimissioni forzate del sottosegretario Antonio Gentile (subito dopo la nomina da parte di Renzi), precedute da quelle di Nunzia De Girolamo, a pochi giorni dalla fine del governo Letta. Non a caso è stata la stessa De Girolamo a rendersi protagonista della difesa più accesa di Lupi, spingendosi sino a ipotizzare che Ncd potrebbe lasciare il governo, se il titolare delle Infrastrutture fosse alla fine davvero costretto a lasciare. Uno scenario che potrebbe precipitare il paese al voto per assenza di una maggioranza in Senato. 

Non a caso Renzi è tornato a sottolineare che si voterà solo nel 2018, alla scadenza naturale della legislatura. A molti osservatori è parsa la maniera di esorcizzare il rischio che il governo venga travolto dalla bufera giudiziaria intorno a Lupi e alle grandi opere, proprio alla vigilia dell'apertura dell'Expo. 

Nel gioco del "cui prodest", del "chi ci guadagna", la magistratura potrebbe segnare un punto a proprio favore nell'eterno braccio di ferro con la politica, stoppando (per il momento) ogni ulteriore tentativo di riforma, e di ridimensionamento del proprio ruolo.

Viene da chiedersi se Renzi abbia valutato per davvero il rischio di un traumatico finale di partita, soppesandone apertamente i pro e i contro. Oggi manca un leader credibile che gli si possa opporre, e l'opposizione si presenta ridotta a brandelli. Il momento per andare a votare potrebbe essere propizio. Sull'altro piatto della bilancia, però, c'è il fallimento delle riforme costituzionali, che, invece, il premier preme per portare a compimento dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto.

Intorno a Lupi, insomma, si gioca una partita più grande del singolo caso. Ma solo Renzi può deciderne — in un modo o nell'altro — il finale.

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COMMENTI
19/03/2015 - Alfano si decida (Moeller Martin)

Alfano non può guidare un partito senza un minimo di spina dorsale. Se il governo non sostiene Lupi, ministro e suo collega di partito non indagato in una vicenda ancora tutta da definire, esca dal governo e si dedichi alla costruzione di un centro destra finalmente senza Berlusconi. Come in tutte le democrazie occidentali, queste operazioni di rifondazione durano molti anni e non si esauriscono nelle prossime comunali da qualche parte in Italia. Non saranno ne Alfano ne Lupi a essere i protagonisti del futuro, ma prima si inizia meglio è.

 
19/03/2015 - Il "vincente" sappia farsi perdonare! (Luigi PATRINI)

Vada come deve andare. Ma se Lupi ha tanti amici che gli stanno vicini e fanno analisi molto interessanti come quelle di questo articolo, possibile che non ci sia nessuno vicino a lui che gli suggerisce di stare più attento? Non gli è bastata la lezione del "caso Formigoni"? Per carità, la prudenza non è mai troppa, ma quando si è "vincitori" o "vincenti" (o si vuol passare per tali) non bisogna dimenticare mai che in politica quando si vince bisogna sapersi far perdonare di aver vinto! Chi è (o "appare") arrogante, presto la paga. Purtroppo. E non la paga solo lui!

 
19/03/2015 - Ncd esca dal governo (Top60 Siton)

Per quale motivo NCD si dovrebbe sacrificare a sostenere un governo che non difende un suo ministro neppure indagato? Ragioni di opportunità politica per frasi estrapolate da intercettazioni? Il solito gioco al massacro delle illazioni. La legge dei sospetti venne approvata dalla Convenzione il 17 settembre 1793 ed è ancora in vigore. Se Renzi, come dicono i giornali è gelido, ed entra in Trasatlantico da un'altra porta per non incontrare Lupi, se va alla guerra con i giudici per ridurgli le ferie, se la faccia lui una maggioranza. Vada pure dai nuovi giacobini del suo partito, di Sel, del M5S e chieda di sostenere il suo governo. NCD, se ha anocora la schiena dritta dica grazie e arrivederci. Se così non sarà è perché Alfano sa di contare poco dal punto di vista elettorale e che una situazione privilegiata così con 3 ministri (poi saranno 2) non gliela darà nessuno. Ma allora cosa serve NCD? A occupar poltrone, a sorreggere il PD e contar poco, a essere ininfluente e obbedire al primo dictat del Padrone. Non ne vale la pena. Lupi è meglio dimettersi e fare altro.